<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714</id><updated>2011-07-29T06:45:57.625+02:00</updated><category term='fuoco'/><category term='croce'/><category term='comunità'/><category term='plagio'/><category term='mccarthy'/><category term='processi'/><category term='senso'/><category term='biagi'/><category term='crisi'/><category term='tribù'/><category term='canetti'/><category term='Moro'/><category term='councelling'/><category term='abuso'/><category term='bellu'/><category term='cisf'/><category term='ricerca'/><category term='Martini'/><category term='psicologia'/><category term='destino'/><category term='unità'/><category term='Quaglia'/><category term='calabresi'/><category term='Anticult'/><category term='zen'/><category term='matrimonio'/><category term='Verità'/><category term='padre'/><category term='cantalamessa'/><category term='mariti'/><category term='cerchio'/><category term='berlusconi'/><category term='Guerriero'/><category term='arkeon'/><category term='setta'/><category term='islam'/><category term='testimonianza'/><category term='fecris'/><category term='cenere'/><category term='national gallery'/><category term='amore'/><category term='diffamazione'/><category term='gianni leoni'/><category term='falsi d&apos;autore'/><category term='michael ventura'/><category term='james hillman'/><category term='falcone'/><category term='Brecht'/><category term='Catalamessa'/><category term='superuomo'/><category term='tinelli'/><category term='zucchine'/><category term='truffa'/><category term='vecchi'/><category term='DiMarzio'/><category term='testimoni di geova'/><category term='blog'/><category term='resurrezione'/><category term='martin luther king'/><category term='Emmaus'/><category term='obama'/><category term='famiglia'/><category term='la strada'/><category term='idraulico'/><category term='moralismo'/><category term='Gotor'/><category term='maestro'/><category term='ambrosoli'/><category term='psicosetta'/><category term='libertà'/><category term='sunset limited'/><category term='trasformazione'/><category term='Amanda'/><category term='mogli'/><category term='Vittima'/><category term='l&apos;ultimo samurai'/><category term='Cesap'/><category term='Spirito'/><category term='felicità'/><category term='silenzio'/><category term='principi'/><category term='sette'/><category term='futuro'/><category term='mondoraro'/><category term='coppia'/><title type='text'>klee</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>34</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-4219244344108185238</id><published>2010-04-16T20:46:00.007+02:00</published><updated>2010-04-17T13:06:34.861+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='unità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='setta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cantalamessa'/><title type='text'>Il codice Arkeon?/2</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8i4tODnsiI/AAAAAAAAACA/y4aQeHZPDS4/s1600/1229274780.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460817635193631266" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8i4tODnsiI/AAAAAAAAACA/y4aQeHZPDS4/s400/1229274780.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Riprendo dove interrotto l'ultimo post, venendo all’esegesi del “pensiero di Bellu”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo articolo pubblicato dall'Unità (“&lt;a href="http://www.unita.it/news/97187/da_predicatore_vaticano_a_supporter_di_arkeon"&gt;Da predicatore Vaticano e supporter di Arkeon&lt;/a&gt;”) riprende sostanzialmente il presunto scoop fatto nel dicembre 2007 da “Striscia la Notizia”, che parlò delle due trasmissioni di “A sua immagine” in cui P.Cantalamessa aveva intervistato prima Moccia nell’ambito di una puntata dedicata al tema del figliol prodigo (11/09/04) e poi una giovane coppia di Arkeon nell’ambito di una puntata dedicata al tema della famiglia (30/12/2006). L’unica novità introdotta dall’articolo è il riferimento ad alcune lettere inviate a P.Cantalamessa da famigliari di aderenti ad Arkeon preoccupati per i propri parenti, che secondo l’Unità mostrerebbero il supporto acritico di P.Cantalamessa ad Arkeon e la sua intimità con Moccia. Procederò riportando le frasi più significative e commentandole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. &lt;em&gt;“Il predicatore dedica una puntata della sua rubrica televisiva (..) al metodo Arkeon e conduce un'intervista encomiastica a Moccia sul rapporto padre-figlio”&lt;/em&gt;. Basta vederla per verificare che la puntata non è dedicata ad Arkeon (mai citato) ma al rapporto padre-figlio oggetto della trasmissione. E l’intervista non è encomiastica, ma riflette banalmente l’interesse e l’apprezzamento che l’intervistatore ha per l’esperienza dell’intervistato che ha chiamato (e chi non troverebbe positiva la storia di un figlio che torna al padre dopo anni di rapporto conflittuale?).&lt;br /&gt;2.&lt;em&gt;“Un mese dopo a Milano, nella chiesa di S. Eustorgio, celebra una messa alla quale assistono Vito Carlo Moccia e centinaia di suoi discepoli”.&lt;/em&gt; Una Messa è un fatto pubblico al quale chiunque può partecipare: come chiarisce lo stesso P.Cantalamessa nella sua &lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/97228/la_lettera_padre_cantalamessa_allunit"&gt;lettera all’Unità&lt;/a&gt;, «Non ho celebrato la messa per loro. Hanno chiesto di partecipare a una messa da me celebrata per la parrocchia di S. Eustorgio e sono stati accolti da me e dal parroco. Erano in 400 e hanno edificato tutti: molti si sono confessati e moltissimi hanno fatto la comunione». Il fatto di averci poi accolti in Sagrestia dopo la celebrazione mi sembra una cosa abbastanza ovvia nel momento in cui trovi un gruppo organizzato di forse duecento persone che sono venute ad assistere. A questo proposito scrive una testimone diretta, la &lt;a href="http://grazieinfinite.blogspot.com/2010/04/non-e-tutto-oro-quello-che-luccica.html"&gt;blogger Pulvis&lt;/a&gt;: “Ricordo che passammo in sagrestia perché il parroco, molto ospitale, vedendo un gruppo di non parrocchiani abbastanza numeroso, ci permise di vedere le bellezze conservate lì e nei locali attigui alla chiesa. Punto.&lt;br /&gt;Padre Cantalamessa stesso, di fronte alle manifestazioni gratuite (nel senso di “non derivate da qualche sua azione particolare”) di affetto nei suoi confronti ha fatto quello che avrebbe fatto ogni sacerdote (ed ogni persona di buon senso): non le ha respinte duramente ma nemmeno le ha in alcun modo incoraggiate”. Segnalo infine che la scena - riportata fotograficamente dall’Unità - non è tratta da un CD promozionale come dice Bellu, ma da un filmato privato registrato all’epoca e sequestrato dalla Digos. Aggiungo per il sig.Bellu che molti hanno parlato a sproposito di “adepti” di Arkeon, ma che lui è il primo ad oggi ad aver parlato di discepoli. Promossi sul campo da presunta psicosetta e a gruppo religioso!&lt;br /&gt;3. &lt;em&gt;“Una campagna di proselitismo sempre più intensa: il numero degli adepti arriverà a sfiorare la ragguardevole cifra di ventimila". &lt;/em&gt;La campagna di proselitismo era allora talmente intensa che ai seminari partecipavano mediamente 20 persone, vecchi allievi abituali. Sulla cifra dei 20.000 adepti già mi sono espresso nel post precedente.&lt;br /&gt;4. &lt;em&gt;“L’autenticità di questi documenti è certificata. Sono stati, infatti, prodotti dai legali di Vito Carlo Moccia a sostegno di un atto di citazione contro il Centro studi sugli abusi psicologici”&lt;/em&gt;. E’ semplicemente falso. Tali documenti non sono mai stati prodotti dalla difesa, come si potrà verificare quando le carte saranno rese pubbliche. Essendo sui computer sequestrati a Moccia, questi dati sono in mano della Digos, del PM e forse del Cesap. La domanda è come siano venuti nelle mano dei giornali non degli atti processuali ma documenti investigativi riservati.&lt;br /&gt;5. L’affondo – e la novità – più forte dell’articolo dovrebbe essere in due punti. Là dove dice: &lt;em&gt;“Il predicatore della Casa pontificia non si limita a difendere il capo di “Sacred path” ma si premura di informarlo della denuncia che gli è stata confidenzialmente rivolta. In calce alla lettera c’è, infatti, una nota manoscritta: «Caro Vito, ti invio una lettera che ho ricevuto e la mia risposta, perché, penso, è giusto che sia informato »”&lt;/em&gt;. E poi dove dice: &lt;em&gt;“C’è invece (datata 19 aprile 2006) una lettera, scritta dalla stessa città, di un signore che poi è il marito dell’amica disperata della signora di Magenta. Questo signore, al pari dei due figli, ha aderito ad Arkeon o, almeno, ce l’ha in grande simpatia. E fa riferimento al contenuto della lettera inviata a Cantalamessa dall’amica della moglie. Come è potuto succedere? L’unica spiegazione è che anche questa volta Moccia sia stato informato e che abbia chiesto all’adepto di Magenta di scrivere qualcosa di rassicurante all’autorevole sponsor cattolico”&lt;/em&gt;. Le riposte dello stesso &lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/97228/la_lettera_padre_cantalamessa_allunit"&gt;Cantalamessa &lt;/a&gt;sul punto sono assolutamente forti e chiare: “Numerose Associazioni, per i più svariati motivi, ricevono accuse e denuncie ed io pensavo che anche le accuse mosse ad Arkeon facessero parte di queste, proprio per questo motivo, avvisai Vito Carlo Moccia perché potesse rendersi conto di cosa stesse accadendo all’interno della sua Fondazione. Era sorta in me la convinzione che qualcuno dei “maestri” avesse abusato della fiducia di Vito Carlo Moccia, ma non pensavo alla negatività dell’ Associazione, perciò, in un’altra puntata della Rubrica religiosa “A sua Immagine”, intervistai una persona che aveva ricevuto dei benefici da Arkeon, ma volutamente non feci cenno alla suddetta Associazione, non per dare l’impressione di non conoscerla, come si insinua nell’articolo, ma proprio perché a me interessava solo il messaggio religioso e non fare propaganda ad Arkeon….personalmente non sono venuto a conoscenza di nessun abuso, che altrimenti sarei stato il primo a denunciare e condannare: non si denuncia, se non si è testimoni, non si denuncia solo per aver ricevuto due lettere”. Anche su questo aspetto faccio le mie le parole della &lt;a href="http://grazieinfinite.blogspot.com/2010/04/non-e-tutto-oro-quello-che-luccica.html"&gt;blogger Pulvis &lt;/a&gt;che dice: “Trovo che anche con le contestate trasmissioni abbia percorso la sua strada in accordo a ciò che la sua scelta di vita gli richiede: ha preso ciò che c’era di buono e senza fare pubblicità, l’ha mostrato e l’ha usato per spiegare e portare la Parola di Dio.…E se quello che nell’articolo è scritto del carteggio è vero, ha ancora di più la mia stima: non avendo assistito a fatti e non avendo motivi né interesse per credere all’una piuttosto che all’altra parte, li ha messi in comunicazione chiamandosene fuori. Come a dire: guardi Vito Carlo Moccia che lei è in buona fede e cerca di vedere aspetti critici del suo lavoro per crescere e migliorare nel rispetto dell’altro, qui c’è qualcuno che ha qualcosa da dirle. Guardi signora, che se il suo interesse è davvero il bene dei figli della sua amica, questo è quello che ne dice il loro padre (e non si può dare per scontato che anche lui non abbia il bene dell’intelletto solo perché la pensa diversamente da lei!). E’ un modo di agire infinitamente più saggio e più corretto che quello di quei centri studi sulle sette che invece di far dialogare le parti le mettono sistematicamente una contro l’altra acuendo i conflitti e piegando gli eventi, le parole e le teorie a proprio uso e consumo. E’ lo stesso che provò a mettere in atto la dott.sa Di Marzio chiedendo di far rientrare nel suo studio su arkéon anche le testimonianze negative pervenute al CeSAP della provincia di Bari. Purtroppo la dott.sa Tinelli non acconsentì (chissà perché?) e –combinazione- dopo poco lo studio della Di Marzio fu bloccato da una vicenda giudiziaria partita ancora una volta da Bari, assurda, probabilmente montata ad arte da chissachì e (credo e spero) per fortuna ora conclusa”.&lt;br /&gt;6. Infine a proposito del famoso finto scoop di Striscia la notizia sulla coppia intervistata da Cantalemssa nella seconda trasmissione, l’articolo riporta che &lt;em&gt;“Interviene il garante della privacy che rivolge alla Rai e al conduttore un ammonimento per aver violato le regole deontologiche che tutelano i minori. Il bambino di Luca non solo era perfettamente riconoscibile ma, osserva il garante, ha dovuto assistere a un’intervista che riguardava «anche aspetti estremamente delicati relativi a vissuti dolorosi di uno dei genitori: gli abusi sessuali subiti da parte di un familiare»”&lt;/em&gt;. Su questo punto si è commesso uno dei più assurdi e grotteschi ribaltamenti della verità. Anzitutto il filmato non era un documento promozionale, come di nuovo si vuol far credere, ma documentazione interna riservata del gruppo, il che significa che la violazione della privacy è stata commessa non da i genitori o da Arkeon ma da Striscia e non solo nei confronti del bimbo ma della famiglia stessa. Quanto poi alla follia del discorso sul minore costretto ad assistere alla narrazione di vissuti dolorosi, mi chiedo se il garante abbia prima ancora che la competenza a valutare aspetti di carattere psicologico, la capacità di farlo; ma l’ha visto il filmato? Ha sentito una qualche forma di violenza o di esasperazione nella narrazione del padre? Si crede davvero che una narrazione così pacata e sincera anche di eventi intensi possa essere più violenta di tante immagini TV, liti famigliari, piccole aggressioni a scuola che giornalmente si succedono? Ma di che diavolo parliamo? Come sta secondo il garante un bimbo di tre anni a cui i genitori DEVONO spiegare che stanno divorziando? Glielo fanno spiegare dal garante per tutelarne la privacy?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo articolo di interesse (“&lt;a href="http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text2/fork/ref/101002xg.HTM?key=Giovanni+Maria+Bellu&amp;amp;first=1&amp;amp;orderby=1&amp;amp;f=fir"&gt;Perizia a pagamento Ecco come Sacred Path ha cercato di ripulirsi&lt;/a&gt;”, Bellu, 10/4/2010) aggiunge una ulteriore novità assoluta nella vicenda Arkeon: uno studio affidato da Arkeon al &lt;a href="http://www.blogger.com/www.stpauls.it/cisf/Default.htm"&gt;CISF (Centro internazionale Studi sulla Famiglia)&lt;/a&gt; per la cifra di 30.000€ e finalizzato – secondo l’autore – a rifare una verginità ad Arkeon a scandalo ormai avviato. Il discorso sullo spararla sempre più grossa mano a mano che si alza il tiro qui si adatta perfettamente.&lt;br /&gt;1. Il punto di fondo è già stato ben commentato sul suo blog da &lt;a href="http://baraka2.wordpress.com/2010/04/13/perunpiattinodilenticchie/"&gt;Baraka&lt;/a&gt;, che mi permetto qui di riprendere integralmente &lt;em&gt;“Perizia a Pagamento, l’ultimo articolo di Giovanni Maria Bellu, sottintende una curiosa idea dell’etica e del profilo professionale di stimati studiosi. L’idea cioè che stimati e accreditati studiosi di un Centro Studi di livello internazionale siano diventati improvvisamente dei mercenari disposti a vendere un tanto al chilo il proprio nome su perizie favorevoli utili a ripulire una cricca di delinquenti. Stupefacente. Giovanni Maria Bellu se avesse voluto fare del giornalismo di inchiesta un po’ più serio e meno superficiale avrebbe dovuto prima domandarsi come è possibile che una perizia semplicemente equilibrata già esistesse e come è possibile che la Procura di Bari non l’abbia tenuta in alcuna considerazione nè abbia sentito la necessità di approfondire. Soprattutto avrebbe dovuto prima chiedersi come mai uno studio iniziato invece a titolo del tutto gratuito dalla Dott.ssa Di Marzio sul caso Arkeon sia stato interrotto a colpi di avvisi di garanzia e oscuramento del sito”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;2. “&lt;em&gt;Elaborò anche un “rapporto finale” cautamente favorevole all’associazione. Si tratta di dieci paginette precedute da un avvertimento che suona come un mettere le mani avanti: «Tutto il materiale è stato fornito da Arkeon o è stato realizzato con il suo supporto tecnico”&lt;/em&gt;. Il CISF è un centro studi internazionalmente noto ed apprezzato, che vanta una notevole credibilità scientifica anche al di fuori degli ambienti cattolici. L’ipotesi più semplice che abbiano scritto quello che hanno visto è troppo semplice? L’ipotesi che 30.000 € siano troppo pochi per vendersi una reputazione è troppo semplice? Tra l’altro la cifra non fu neanche di 30.000 € ma di 10.000 €, perché lo studio fu interrotto ad un stadio intermedio.&lt;br /&gt;3. &lt;em&gt;“La disponibilità e l’apertura totale dimostrate da tutte le persone di Arkeon implicate nella ricerca sono state pronte e totali, ed hanno consentito un lavoro rapido e, a noi pare, proficuo»”. &lt;/em&gt;Un lettore anche solo appena attento a ciò che legge coglierebbe che questa frase stride fortemente con i tratti tipici di una setta o di un’associazione a delinquere, che tipicamente è abbastanza chiuso verso l’esterno. In effetti lo stesso Dr.Schimera dell Digos di Bari, nella sua ormai celebre intervista del 2006 a “Terra”, si giustificava per non aver infiltrato nessuno nei seminari di Arkeon a raccogliere prove certe adducendo l’estrema chiusura di questi tipi di gruppo Eppure arriva un qualunque CISF che rileva una “apertura pronta e totale”. Di nuovo la risposta più semplice no? Di nuovo si sono venduti per 10.000€? O la spiegazione è che ci siamo presentati a loro “col vestito della festa” per ingannarli e avere un buono studio? In quel caso come spiegare che i contenuti delle registrazioni dei seminari cui assistettero gli studiosi del CISF sono gli stessi delle migliaia di ore di registrazione cumulate in tanti anni col consenso dei partecipanti e a disposizione della Digos?&lt;br /&gt;4. &lt;em&gt;“È stata poi la magistratura a impedirne l’utilizzo”&lt;/em&gt;. Di nuovo l’informazione è semplicemente e integralmente falsa. L’Unità stessa documenta come lo studio fosse stato commissionato nell’inverno del 2006, cioè un anno prima che venissero recapitati gli avvisi di garanzia e quando perciò non si aveva ancora nessuna notizia dell'esistenza di indagini in corso. Infine il rapporto in questione è stato reso disponibile nella primavera-estate del 2007, diversi mesi prima del recapito degli avvisi di garanzia. Se in quel tempo, in cui pure la campagna mediatica contro Arkeon era già iniziata, lo studio non venne usato come una certificazione autorevole non è per divieti della magistratura (che ancora non era intervenuta) ma perché sussisteva una clausola contrattuale che proibiva la divulgazione dello studio, che poteva quindi essere utilizzato esclusivamente a fini interni di autovalutazione. Per altro anche questo documento non è stato prodotto dalla difesa e quindi non sussiste tra le carte del processo ma solo nel materiale documentale sequestrato dalla Digos a Moccia. E’ lecito domandarsi di nuovo come faccia ad essere entrato in possesso dell’Unità e per mano di chi?&lt;br /&gt;5. Concludo citando il passaggio personale su Vito.&lt;em&gt;“Vito Carlo Moccia, che tra l’altro è anche accusato di esercizio abusivo della professione, veniva presentato come un genio pluridisciplinare universalmente conosciuto e stimato. Eccone un passo. «Un tempo Vito Carlo era imprenditore nel campo della bioingegneria, realizzato economicamente e riconosciuto nel mondo. Anni fa anch’egli scendeva nel “proprio inferno” prendendo coscienza della solitudine esistenziale che lo investiva. Andò alla ricerca di risposte nelle vie intellettuali, si laureò in antropologia e psicologia, cercò nei percorsi psicanalitici e psicoterapeutici, nelle tradizioni orientali, nella pratica della meditazione, fino a scoprire la via del ritorno al padre». Un identikit che stride in modo sinistro con quanto si legge nel decreto di rinvio a giudizio: «Il Moccia si presentava come laureato alla Jolla University di San Diego e laureato in psicologia e pedagogia presso l’università statale di Fiume, titoli inesistenti e comunque non validi in Italia»&lt;/em&gt;. Cito questo passo non tanto per rettificare le falsificazione che contiene (Moccia aveva effettivamente fondato un’azienda biomedica di cui è facile verificare i fatturati e la penetrazione e aveva effettivamente conseguito i titoli citati dalla stessa Unità, riconosciuti o meno che fossero in Italia), ma per sottolineare che dire che la prima descrizione “stride in modo sinistro” con la seconda è veramente un’esagerazione meschina. In questi anni ci siamo abituati ai tentativi di denigrazione portati dalla Tinelli ai curriculum di colleghi più apprezzati…ma da un giornalista a un inquisito è una roba davvero un po’meschina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Prima di chiudere vorrei richiamare l’attenzione su un interessante documento riportato da Bellu: una tabella intitolata ”Uscite” che riporta dei costi relativi agli anni 2006-2009. Si tratta di una previsione di spesa dell’Associazione Sacred Path per i quattro anni successivi. Che sia una previsione e non un consuntivo lo dimostrano sia il fatto che la cifra riportata per il CISF è di 30.000€, mentre come detto e come confermabile dal CISF la cifra erogata fu poi di soli 10.000€, sia il fatto che l’attività dei seminari si è interrotta con gli avvisi di garanzia del 2007. Avendo quei dati, immagino che il sig Bellu abbia anche le tabelle gemelle delle “Entrate”. Se avesse avuto il gusto di guardarle e confrontarle avrebbe porbabilmnente scoperto l’acqua calda: cioè che Sacred Path era un’associazione microscopica, in perdita secca da anni. Alla faccia dell’associazione a delinquere.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-4219244344108185238?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/4219244344108185238/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2010/04/il-codice-arkeon2.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4219244344108185238'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4219244344108185238'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2010/04/il-codice-arkeon2.html' title='Il codice Arkeon?/2'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8i4tODnsiI/AAAAAAAAACA/y4aQeHZPDS4/s72-c/1229274780.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-4577339248297832707</id><published>2010-04-14T23:16:00.006+02:00</published><updated>2010-04-14T23:38:24.220+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='truffa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesap'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='unità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='setta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bellu'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cantalamessa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cisf'/><title type='text'>Il codice Arkeon?/1</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8Y1bYYUGTI/AAAAAAAAAB4/u_vzhIO59j8/s1600/1229274780.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5460110342750476594" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 220px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8Y1bYYUGTI/AAAAAAAAAB4/u_vzhIO59j8/s400/1229274780.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Nei giorni scorsi l’Unità ha dedicato uno spazio enorme al “Caso Arkeon”: due articoli il 9 aprile 2010 (“&lt;a href="http://www.unita.it/news/97187/da_predicatore_vaticano_a_supporter_di_arkeon"&gt;Da predicatore Vaticano e supporter di Arkeon&lt;/a&gt;”, di G.M. Bellu e “&lt;a href="http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text2/fork/ref/100992t5.HTM?key=ivan+cimmarusti&amp;amp;first=1&amp;amp;orderby=1&amp;amp;f=fir"&gt;Corsi per guarire da tumori o Aids. Le carte dell’accusa&lt;/a&gt;” di Ivan Cimmarusti) con una foto gigante di Padre Raniero Cantalemessa in prima pagina e il titolo “Il codice Arkeon”; e un altro articolo il 10 aprile 2010 (“&lt;a href="http://cerca.unita.it/data/PDF0115/PDF0115/text2/fork/ref/101002xg.HTM?key=Giovanni+Maria+Bellu&amp;amp;first=1&amp;amp;orderby=1&amp;amp;f=fir"&gt;Perizia a pagamento Ecco come Sacred Path ha cercato di ripulirsi&lt;/a&gt;” sempre di Bellu), cui si aggiunge una lettera aperta di Padre Raniero all’Unità dal titolo un po' travisato (“&lt;a href="http://www.unita.it/news/italia/97228/la_lettera_padre_cantalamessa_allunit"&gt;Moccia?Lo conosco ma l'ho frequentato solo saltuariamente&lt;/a&gt;”).&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Il caso è eccezionale perché - nonostante il clamore suscitato in questi anni dal presunto scandalo a base di soldi-sesso-sette, le numerose trasmissioni televisive e i numerosi articoli apparsi sulle principali testate nazionali - è la prima volta che Arkeon finisce sulla prima pagina e non come rimando ad un articolo interno, ma come articolo di testata. Basta guardare la copertina per capire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ evidente che il protagonista negativo degli articoli non è Arkeon ma Padre Cantalamessa e, attraverso di lui, la Chiesa Cattolica. Sua è la faccia in copertina. Ed espliciti sono i parallelismi fatti con gli scandali sulla pedofilia nella Chiesa. Commentando un carteggio tra P.Cantalamessa e persone che gli avanzavano sospetti su Arkeon, infatti, Bellu prima dice: “&lt;em&gt;Il successivo capoverso della lettera è significativo per le analogie che presenta con gli argomenti utilizzati da chi, all’interno della Chiesa, vorrebbe negare il problema della pedofilia. È la tesi del caso singolo&lt;/em&gt;” e poi dice: “&lt;em&gt;Non solo non fece alcuna denuncia ma, come abbiamo visto, informò il capo dell’organizzazione. Proprio come quei prelati che, davanti alle denunce di casi di pedofilia, non si rivolsero alla magistratura ma alle autorità ecclesiastiche gerarchicamente superiori&lt;/em&gt;”). “Così fanno i preti!”, sembra dire Bellu. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Segnalo la cosa perché è significativa di come &lt;strong&gt;il Caso Arkeon sia un conto sul quale ciascuno segna le proprie bevute, un asino a cui tutti caricano la propria soma&lt;/strong&gt;. Chi cerca vendette e rivalse personali. Chi cerca visibilità professionale e riscatto dalla mediocrità del proprio curriculum. Chi cerca una scorciatoia per una carriera rapida. Chi cerca di cavalcare la vicenda per i propri motivi ideologici, siano essi la questione omosessuale o la questione clericale. &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;In questo gioco chiunque può essere coinvolto, se torna utile farlo. E se più autorevoli sono le persone che tocca screditare, più grosse saranno le sparate necessarie: nulla è verosimile come il totalmente inverosimile!&lt;/strong&gt; Nell’ormai quadriennale lotta contro il male rappresentato da Arkeon, la stampa e i suoi astuti imbeccatori hanno progressivamente alzato il tiro, tirando in ballo una serie di persone venute a contatto con Arkeon, ree di averlo sostenuto o promosso: la d.ssa DiMarzio (apprezzata psicologa) per aver incontrato il gruppo; Simonetta Po di Allarme Scientology per aver espresso solidarietà alla DiMarzio e aver criticato il Cesap; Silvana Radoani dell’Asaap, non si è mai capito perché; ora da ultimi Padre Cantalamessa (predicatore della Casa Pontificia) per quelle due interviste; e il Centro Internazionale Studi sulla Famiglia per aver fatto uno studio a pagamento. Ovviamente più alto diventa il bersaglio più grossa e surreale dev’essere l’accusa perché regga. E così se la DiMarzio era diventata “il nuovo guru in pectore” di una setta già sotto la lente di ingrandimento dei media e della polizia, Cantalamessa diventa il protettore di una sgangherata setta di maniaci che disporrebbero di potenti entrature in Vaticano e il Cisf si venderebbe la credibilità per uno studio da 30.000 € su una setta ormai inquisita! Mi limito a considerare che tutte le persone citate non hanno conosciuto direttamente Arkeon e l’unico che lo ha in parte conosciuto (il Cisf) a detta della stessa Unità si è espresso in termini cautamente positivi. Non solo. Sembra che più andiamo avanti, più “i conniventi” con Arkeon siano persone credibili e stimate, mentre gli accusatori di Arkeon hanno dalla propria parte il Cesap, le indagini fatte dal PM sulle carte fornite dal Cesap, gli articoli di stampa sulle carte fornite dal Cesap e la solidarietà di una serie di associazioni di categorie che hanno letto solo le carte fornite dal Cesap.&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;E aggiungo che a questo gioco tutti hanno interesse a partecipare, tanto non costa niente.&lt;/strong&gt; Tutti si iscrivono al gioco al massacro perché dà una buona probabilità di guadagni rapidi, se per puro caso la si è imbroccata, e la quasi certezza di nessun costo se si prende una cantonata. In fondo qualcuno ricorda i nomi dei giornalisti che massacrarono Tortora? Credete che qualcuno di loro abbia perso il posto? O credete che lo abbiano perso i poliziotti scriteriati che raccolsero le prove, o i PM invasati o i giudici incompetenti?&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;Vorrei aggiungere una ultima cosa. Ma qualcuno si è domandato cosa avrebbe avuto da guadagnarne Cantalamessa e/o la Chiesa a sostenere Arkeon? Soprattutto dopo le prime trasmissione televisive di denuncia di presunti reati commessi al suo interno? Se si può comprendere che la Chiesa faccia quadrato attorno a suoi sacerdoti (ammesso che lo faccia), perché avrebbe dovuto esporsi per Arkeon? Per un percorso dichiaratamente nato nel Reiki, disciplina condannata dalla Chiesa? Per un gruppo che – a dispetto dei ventimila adepti ovunque citati, che rappresentavano una stima (secondo me inverosimile) di tutte le persone che almeno una volta avevano fatto un seminario in 15 anni – ai tempi di Cantalamessa raccoglieva forse 300-400 persone? Non c’è una logica in tutto questo! Ma – sembra di capire – non è la logica che interessa Bellu. L’argomento è proprio che “così fanno i preti”, che c’è una sorta di perversione antropologica nella gente di Chiesa (o almeno in gran parte di essa). Un argomento tanto delirante quanto simile alla diversità antropologica dei magistrati di berlusconiana memoria. Come del resto esplicita lo stesso Bellu quando scrive: &lt;em&gt;“L’autenticità di questi documenti - che aiutano a ricostruire quale retroterra culturale e anche spirituale ci sia dietro la clamorosa gaffe su pedofilia e antisemitismo - è certificata”&lt;/em&gt;. &lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Bellu che parla di retroterra culturale e spirituale di Cantalamessa…sono senza fiato!&lt;/div&gt;&lt;div&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;Per questo, più modestamente, non proverò ad addentrarmi nel retroterra culturale e spirituale di Bellu, ma mi limiterò a provare ad addentrarmi nell’esegesi del “pensiero di Bellu”. Ma nella prossima puntata....&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-4577339248297832707?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/4577339248297832707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2010/04/il-codice-arkeon1.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4577339248297832707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4577339248297832707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2010/04/il-codice-arkeon1.html' title='Il codice Arkeon?/1'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/S8Y1bYYUGTI/AAAAAAAAAB4/u_vzhIO59j8/s72-c/1229274780.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-9114529551423152020</id><published>2009-11-14T15:58:00.010+01:00</published><updated>2009-11-14T20:00:07.291+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gianni leoni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondoraro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicosetta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sette'/><title type='text'>Arkeon e Gianni Leone: il giornalismo "de noantri"</title><content type='html'>Sul Caso Arkeon fino ad oggi si sono espresse e ancora si esprimono le voci più diverse: presunte vittime, presunti colpevoli, testimoni, presunte vittime di altre presunte sette, studiosi e presunti studiosi di fenomeni settari e religiosi, osservatori terzi, giornalisti. A questi recentemente si è aggiunta una nuova voce, appartenente si direbbe all’ultima categoria: il signor Gianni Leone della testata "MondoRaro".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo ammettere che, non avendolo prima mai sentito nominare, ho cominciato a conoscerlo solo da quando ha cominciato a scrivere di Arkeon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gianni Leone è intervenuto una prima volta con &lt;a href="http://www.mondoraro.org/2009/11/05/arkeon-rinviata-a-giudizio-associazione-per-delinquere-truffa-esercizio-abusivo-della-professione-medica-violenza-privata-maltrattamenti-di-minori-e-incapacita-procurata-da-violenza/"&gt;un articolo sulla "psicosetta" Arkeon&lt;/a&gt;, che in effetti non aggiunge nulla di nuovo a quanto già si sapeva: una lunga introduzione sul concetto di psicosetta (abbastanza vaga e inconsistente), seguita dalla dichiarazione di un’opinione personale certamente interessante (&lt;em&gt;“secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta”&lt;/em&gt;) ancorchè non suffragata da alcuna argomentazione, per finire con il riepilogo di una notizia (il rinvio a giudizio di 10 persone di Arkeon) vecchia di un mese e mezzo (in effetti non riporta nemmeno la data degli eventi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una seconda volta è intervenuto con &lt;a href="http://www.mondoraro.org/2009/11/09/ancora-guai-per-arkeon-antonio-morello-un-maestro-della-setta-accusato-di-due-stupri/"&gt;un articolo sulla richiesta di rinvio a giudizio di un maestro di Arkeon accusato di stupro&lt;/a&gt; (&lt;em&gt;“Sembra proprio che i guai per la setta “The Sacred path”, che promuoveva il “metodo Arkeon” siano lontani dall’avere una soluzione. Il pm di Milano Giovanni Polizzi ha chiesto il rinvio a giudizio del “maestro” xxxxx di 67 anni, accusato di aver violentato due donne”&lt;/em&gt;). La notizia, per come è riportata, fa sembrare che si tratti dell’ennesimo maestro beccato con le mani nel sacco, ultimo capitolo di una squallida vicenda. Peccato che:&lt;br /&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;l'accusa (e non è dettaglio di poco conto) sia violenza privata e non stupro;&lt;/li&gt;&lt;li&gt;la notizia sia anche più vecchia della precedente (risale addirittura al luglio 2009, più di quattro mesi fa); &lt;/li&gt;&lt;li&gt;il maestro non sia l’ennesimo chiamato in causa bensì il primo chiamato in causa dalla famosa testimone apparsa in tutte le trasmissioni TV, quello da cui tutto è seguito; &lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Ma soprattutto peccato che Leone non riporti la notizia più importante contenuta nelle ANSA originali...cioè che:&lt;/p&gt;&lt;ul&gt;&lt;li&gt;le accuse riguardavano solo quel maestro; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;le accuse riguardavano solo due eventi puntuali; &lt;/li&gt;&lt;li&gt;tali eventi sono avvenuti non in un seminario ma nella sua dimora privata&lt;/li&gt;&lt;/ul&gt;&lt;p&gt;Fattori, questi, che dimostrano come i fatti in questione non riguardino né “i maestri di Arkeon” nè “il metodo Arkeon”, bensì solo &lt;strong&gt;i comportamenti privati di una singola persona&lt;/strong&gt;. Un fatto suffragato – e questa è l’ultima notizia che Leone dimentica – dallo stralcio della posizione di questo maestro dal più ampio processo contro gli altri maestri di Arkeon indagati. La notizia quindi conferma esattamente ciò che da anni andiamo ripetendo in tanti (i comportamenti di quel maestro non riguardano il gruppo, ne sono anzi un tradimento) e il contrario della tesi suggerita dal Cesap e apparentemente fatta propria da Leone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una terza (e per ora ultima) volta Leone è intervenuto pubblicando &lt;a href="http://www.mondoraro.org/2009/11/06/lettera-patrizia-soleo-6-novembre-2009/"&gt;la lettera di un’allieva di Arkeon soddisfatta&lt;/a&gt;. Lettera alla quale, dopo una prima risposta cordiale che non entra nel merito, segue un vivace scambio di commenti postati sulla pagine internet del giornale con la blogger Fioridarancio. Anche in questo caso Leone dimostra di non essere molto aggiornato sui fatti (cita la chiusura del sito di Raffaella DiMarzio, avvenuta nel marzo 2008, sbagliandone il nome in Patrizia, ma soprattutto dimenticando di citarne la riapertura nell’aprile 2008, ben 19 mesi fa). Il dibattito si conclude infine con un interrogatorio abbastanza surreale di Leone a Fioridarancio (&lt;em&gt;“Lei è per caso la moglie del fondatore di Arkeon?... lei è Patrizia Di Marzio? lei è una adepta o un adetpo di Arkeon?”&lt;/em&gt;). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;E’ curioso notare che il dibattito non si conclude per esaurimento, nè per una censura, ma in quanto a causa di &lt;em&gt;“un problema al software sono misteriosamente spariti circa 40 commenti postati dagli utenti e dalla redazione. Ci scusiamo per il disagio, ma non sappiamo dare una spiegazione a questa “misteriosa” sparizione, che ha “colpito” anche la redazione”&lt;/em&gt;. Leone definisce la sparizione “misteriosa” (suo il virgolettato), alludendo (credo) all’ipotesi che qualcuno di Arkeon fosse interessato alla sparizione di un dibattito sgradito. In effetti la sparizione appare misteriorsa, ma più che altro perché uno penserebbe che un giornale abbia un back up del sito da cui recuperare i post (ce l’ho persino io su questo bloggetto artigianale). In ogni caso per fortuna qualcuno di Arkeon (&lt;a href="http://pietrobono.blogspot.com/2009/11/arkeon-il-forum-anti-sette-e-il.html"&gt;Pietro) ha salvato e ripubblicato i post sul proprio blog&lt;/a&gt;: siamo quindi convinti che il fatto che i post manchino da diversi giorni sia solo una questione di ritardi tecnici e non certo di censura di alcun tipo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna dire che alcuni dubbi in tal senso (censuretta) potrebbero sorgere a vedere la politica di trasparenza adottata da Leone: dopo aver asserito il principio &lt;em&gt;“libertà di postare anonimamente da parte degli utenti. Libertà di non rispondere da parte mia”&lt;/em&gt;, dice a Fioridarancio che &lt;em&gt;“o lei si qualifica oppure non le verrà più consentito postare commenti”&lt;/em&gt;; sceglie di cancellare i link postati sul suo giornale dai sostenitori di Arkeon (“&lt;em&gt;la redazione ha deciso di oscurare, tutti quei link immessi dagli utenti, che portano a siti che promuovono il metodo incriminato”&lt;/em&gt;) quasi fosse un esponente del mondo antisette o un membro della digos e non un giornalista che riporta le informazioni, magari per smontarle (per esempio sul sito il caso arkeon il sito del cesap è linkato in diversi punti!). &lt;/p&gt;&lt;p&gt;Si potrebbe anche pensare che tale atteggiamento nasca da un pregiudizio di Leone contro Arkeon, un’indisponibilità a priori a valutare l’ipotesi che ci possa un pezzo della verità che non è nelle carte della Digos e che ancora lui non conosce…ma come pensarlo quando Leoni si limita a contestare &lt;em&gt;“…le diarree mentali di un gruppo settario e per giunta sotto processo”&lt;/em&gt; e ribadisce che &lt;em&gt;“I miei giudizi si basano su denunce e documenti e non su stronzate e deliri vari come quelli proposti dal “metodo Arkeon”&lt;/em&gt;?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comunque, a tirar le fila, pur non condividendo le idee di Gianni Leone, non trovo che nei suoi confronti si possano dire cose più gravi che non l’essere una persona dai modi sgarbati e un giornalista dalle informazioni poco aggiornate e poco interessato a vagliarle. Certo c’è una questione seria ancora aperta: se cioè almeno quelle informazioni che dice avere (ancorchè parziali) davvero le ha o le millanta soltanto. Mi riferisco a quando asserisce &lt;em&gt;“ho copia della relazione della digos del 2008 e altri documenti. Quindi parlo con documenti alla mano…giornalisticamente parlando, saranno i lettori a formarsi un’opinione; anche dopo che pubblicherò il prossimo articolo su Arkeon, spiegando maggiormente…”&lt;/em&gt;. Speriamo che quell’articolo e quelle informazioni finalmente escano, se no si potrebbe pensare che Leone pubblichi informazioni datate perché – non avendo informazioni proprie – debba aspettare di leggerle dai giornali degli altri. Come si diceva …la loro opinione!&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-9114529551423152020?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/9114529551423152020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/11/arkeon-e-gianni-leoni-il-giornalismo-de.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/9114529551423152020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/9114529551423152020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/11/arkeon-e-gianni-leoni-il-giornalismo-de.html' title='Arkeon e Gianni Leone: il giornalismo &quot;de noantri&quot;'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-3965957430878995008</id><published>2009-11-05T19:41:00.004+01:00</published><updated>2009-11-05T19:53:39.735+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='testimoni di geova'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mondoraro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicosetta'/><title type='text'>La loro opinione</title><content type='html'>Oggi ho trovato in rete un giornale online che pubblica un &lt;a href="http://www.mondoraro.org/2009/11/05/arkeon-rinviata-a-giudizio-associazione-per-delinquere-truffa-esercizio-abusivo-della-professione-medica-violenza-privata-maltrattamenti-di-minori-e-incapacita-procurata-da-violenza/comment-page-1/#comment-1108"&gt;articolo critico su Arkeon&lt;/a&gt;. Lo cito non perchè lo trovi particolarmente rilevante, nel bene o nel male, ma perchè mi sembra un ottimo esempio di quel giornalismo per sentito dire che impazza in rete. Riporto qui lo scambio intervenuto col giornalista.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato segnalo, sullo stesso magazine, un altro intervento - a mio dire delirante - sui &lt;a href="http://www.mondoraro.org/2009/10/28/pedofilia-e-testimoni-di-geova-la-relazione-del-forum-delle-associazioni-italiane-di-ricerca-informazione/"&gt;testimoni di Geova&lt;/a&gt;, in cui vi invito a leggere lo scambio con altri lettori. Noterete che l'argomento del giornalista nel rispondere alle critiche è sempre lo stesso: "non faccamo paragoni che mostrino le incoerenze di ciò che dico".&lt;br /&gt;------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KLEE.&lt;br /&gt;Salve&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel suo articolo lei fa una lunga introduzione sul concetto di psicosetta “per arrivare a dire, che secondo la mia opinione Arkeon è una psico-setta, controversa e sicuramente con qualcosa di poco chiaro, datosi che è stata ed è oggetto di indagine”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sembra, tuttavia, che la sua definizione di psicosetta sia piuttosto confusa. I concetti che lei afferma essere due elementi standard delle psicosette (l’indottrinamento e l’isolamento) sono infatti definiti in modo talmente vago che potrebberso adattarsi perfettamente (ad esempio) alla conversione dei santi e alla vita di clausura:&lt;br /&gt;1) indottrinamento: “distacco totale dai vecchi valori (S.Francesco che rinnega la ricchezza e la carriera d’armi); sottoposizione a metodi e letture di difficile comprensione (ha mai letto l’apocalisse di S.Giovanni?); incoraggiamento al rispetto della gerarchia e dell’obbedienza, della fedeltà , adeguento alle regole della congrega (ca va sans dire!)”.&lt;br /&gt;2) isolamento: “sradicamento del soggetto dal contesto famigliare (pensi alle monache di clausura); rimuovere la propria privacy e “confidarsi” con gli altri adepti (pensi alle monache di clausura); in qualche psico-setta poi vi è anche una dipendenza finanziaria (pensi alle monache di clausura).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre, quando anche si condividesse la sua definizione di psicosetta, essa sembra pensata sul caso Scientology, mentre sembra adattarsi molto poco al caso Arkeon che lei porta ad esempio. E’ arduo comprendere infatti quale possa essere l’isolamento in un percorso basato non su una comunità, ma su seminari di due giorni che si tengono 3 o 4 volte l’anno (quanto all’indottrinamento mi sono già espresso).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò mi spinge a credere che quella che lei chiama “la sua opinione” sul caso arkeon non sia basata su una conoscenza diretta di Arkeon, ma più probabilmente su fonti indirette: probabilmente ciò che viene riportato da articoli di altri giornalisti o pareri di alcuni “studiosi” (per altro parte in causa nella vicenda Arkeon). Cioè la sua opinione sarebbe in effetti la loro opinione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse ha letto anche gli atti giudiziari del rinvio a giudizio degli indagati di Arkeon e magari alcune testimonianze delle presunte vittime. Anche se questi vengono di solito chiamati fatti, in effetti non lo sono: un rinvio dice solo che l’accusa crede ci sia un reato e le testimonianze dicono solo che il testimone afferma delle cose…purtroppo la cronaca giudiziaria è piena di PM che prendono cantonate e di testimoni confusi o che dicono il falso. Si può parlare di fatti quando si arriva alla fine di un processo. E anche allora si parla solo di verità giudiziaria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Molti giornalisti, nei tre anni intercorsi dall’inizio di questa vicenda, si sono messi in fila a spiegare a chi era venuto prima che cosa sono le psicosette e cosa avevano capito di Arkeon. Giornalisti di primo piano e giornalisti della domenica. Se volesse produrre un contributo diverso e non semplicemente accodarsi, potrebbe provare a cercare riscontri anche dalla controparte. Perché il punto non è se le sette o le psiscosette esistano: è se l’idea astratta che ce ne siamo fatti c’entri qualcosa con le singole realtà che ci capitano davanti agli occhi e che magari sembrano assomigliargli. Nel caso la rinvio alla lettura del sito http://ilcasoarkeon.wordpress.com/&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIORNALISTA &lt;br /&gt;Salve,&lt;br /&gt;i miei articoli li firmo e metto anche la faccia. Lei contesta le mie opinioni rimanendo anonimo. Legittima scelta sia ben chiaro, però se oggetto della critica è ciò che scrivo, si dovrebbe presentare, almeno per una forma di cortesia…&lt;br /&gt;Sinceramente il suo intervento retorico e fine a se stesso, inoltre non vedo perché lei debba fare un paragone tra Arkeon, Scientology e la Chiesa. Sono tre cose distinte e trovo inappropriato il confronto. Per quanto sia dichiaratamente in polemica con Scientology NON ho mai fatto nessun confronto con altri gruppi, congreghe o comunità religiose.&lt;br /&gt;In questo articolo si parla di Arkeon. Se interviene sull’argomento non ci sono problemi, se continua a fare paragoni inappropriati, i suoi commenti non verranno pubblicati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa vuole che le dica? Lei è libero di rimanere anonimo e di criticare i miei articoli. Però se vuole una risposta dal sottoscritto in merito alle sue affermazioni, deve presentarsi.&lt;br /&gt;Cordiali saluti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;KLEE&lt;br /&gt;Il mio non è un intervento retorico. Le chiedo se – nel momento in cui afferma di essersi fatto un’opinione e in cui scrive su una testata pubblica questa sua opinione – possa chiarirmi su quale base si sia fatta tale opinione. Perchè da ciò che dice traspare che verosimilmente lei non ha una conoscenza diretta ma solo indiretta di ciò di cui scrive. E allora vorrei capire se le sue fonti indirette sono la stampa (io dico che lui dice che essi dicono…) o se ha consultato qualche documento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Direi invece che IL SUO è un articolo retorico. Fa affermazioni, come quelle già riportate, talmente vaghe da potersi attagliare alle situazioni più disparate. E quando le si riportano alcuni esempi terzi che APPUNTO non dovrebbero centrare niente ma che rientrano benissimo nelle sue definizione, per evidenziarne la genericità, lei dice che non è pertinente. Se non condivide nel merito, mi risponda nel merito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://klee2009.blogspot.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-3965957430878995008?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/3965957430878995008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/11/la-loro-opinione.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3965957430878995008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3965957430878995008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/11/la-loro-opinione.html' title='La loro opinione'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6645931823303156749</id><published>2009-10-12T22:09:00.004+02:00</published><updated>2009-11-05T19:24:14.243+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='michael ventura'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='james hillman'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='famiglia'/><title type='text'>La famiglia, la comunità e Arkeon</title><content type='html'>&lt;em&gt;“In un mondo in cui la maggior parte della gente fa un lavoro non solo insoddisfacente ma anche profondamente stressante, con tutte le sue pressioni; in un mondo in cui non c’è niente di più raro di un qualcosa che assomigli a una comunità, noi scarichiamo tutti i nostri bisogni su una relazione o ci aspettiamo che essi vengano soddisfatti dalla famiglia. E poi ci meravigliamo se la relazione e la famiglia si sfasciano sotto tanto peso (…) Per decine di migliaia di anni nessuna famiglia è mai stata autosufficiente. Ogni famiglia era un’unità funzionale, parte di una più ampia unità funzionale che era la comunità - la tribù o il villaggio. Le tribù e i villaggi erano autosufficienti, non la famiglia. E non solo tutti lavoravano insieme, ma giocavano, pregavano insieme, di modo che il peso della relazione, del significato, non era confinato alla famiglia, né tantomeno a una relazione romantica, ma era ripartito su tutta la comunità. Fino alla Rivoluzione industriale la famiglia è sempre esistita in quel contesto”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Queste parole le scrivono &lt;strong&gt;J.Hillman&lt;/strong&gt; (uno dei più grandi psicoterapeuti viventi) e &lt;strong&gt;M.Ventura&lt;/strong&gt; (scrittore giornalista) nel loro libro intervista del 1992 &lt;strong&gt;“Cent’anni di psicanalisi…e il mondo va sempre peggio”.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma questo era anche e proprio il senso del lavoro collettivo in Arkeon. Quello che Pietro riassume benissimo nel suo ultimo &lt;a href="http://pietrobono.blogspot.com/2009/10/arkeon-al-tempo-dei-tarantini-9-10-2009.html"&gt;bellissimo post&lt;/a&gt;  quando dice: “&lt;em&gt;Ma ciò che rendeva per me speciale questo lavoro era il fatto che le persone e le famiglie si permettevano di condividere con le altre presenti questa fragilità e questa bellezza. Riconoscendo tutto questo come un dono. E un dono ancora maggiore, quello di poterlo condividere. Così le cerimonie. Quella per le coppie di sussurrarsi, dirsi, a volte gridarsi tra le lacrime, l’amore in pubblico, vincendo un naturale e pudico imbarazzo, non aveva prezzo. E che dire di quei bimbi alzati al cielo, in segno di gratitudine alla vita, a Dio ed ai nostri familiari che a Lui sono tornati?”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Arkeon era soprattutto - almeno per me - quello spazio di intimità tra le persone che creava una comunità non di persone ma di anima. E ho rivisto le tante famiglie, coppie di sposi e genitori e figli e nonni, che in quello spazio potevano incontrare altre persone come loro che attraversavano i loro stessi problemi, mostrando loro talvolta una possibilità diversa di rispondere. Una pedagogia attraverso cui le persone imparavano per empatia il linguaggio dell’amore e della vita, così come i bimbi imparano il linguaggio delle parole per desiderio di condividere e per imitazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo ho pensato alcune settimane partecipando al matrimonio di un giovane cugino. Al termine di una cerimonia molto semplice e molto bella, il sacerdote ha chiamato sull’altare i quattro genitori degli sposi, spiegando che quel matrimonio si celebrava anche grazie a loro e chiedendo loro di lasciare il proprio messaggio ai novelli sposi. Nessuno se lo aspettava, men che meno i genitori. Le due madri, come spesso capita, hanno accolto la sfida e si sono permesse di aprire il proprio cuore con poche parole semplici di augurio e responsabilità: “noi abbiamo iniziato 40 anni fa…ora tocca a voi”. I padri, come spesso capita, hanno invece nascosto nel silenzio i propri sentimenti, frenati dall’imbarazzo.&lt;br /&gt;Molti hanno criticato il sacerdote, perché non si deve mettere in imbarazzo la gente…e forse avevano anche ragione. Ma dal lato mio ho sentito la cosa diversamente. Ho sentito che il sacerdote aveva chiesto ai genitori di guardare non alla folla tra i banchi ma ai loro ragazzi sull’altare, a valutare non il giudizio della gente ma l’ingenuità dei propri figli ed ad esporsi per gli uni e per gli altri, per fare comunità attorno a loro, per dichiarare che due sposi non sono soli ma sono un anello di una lunga catena, che trascende la propria famiglia.&lt;br /&gt;Ho sentito dolore per il silenzio di quei padri, che non hanno trovato il modo di parlare né a se stessi né ai propri figli.&lt;br /&gt;E ho sentito la distruzione dell'esperienza dei seminari di Arkeon, grezzi e imperfetti com'erano, come uno sfregio alla vita e alle sue possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi anni mi sono spesso domandato come sia possibile che persone che hanno conosciuto tutto questo possano averlo …dimenticato? In questi giorni parlavo con un caro amico di lunga data che, indipendentemente da me e per altri cammini, approdò anni fa ad Arkeon, con un maestro diverso dal mio, restando affascinato da quest’esperienza. E che a seguito degli eventi intercorsi, senza rinnegare nulla di quanto fatto, ha però sviluppato una posizione che penso di poter definire più amareggiata che critica. Amareggiata non tanto per la natura del lavoro, quanto per le contraddizioni evidenziate dal suo maestro nel proprio modo di comportarsi nelle relazioni personali. Al termine di una lunga telefonata la sua frase conclusiva è stata “…e queste erano le persone che dovevano portarci da qualche parte?”.&lt;br /&gt;Ciò che gli ho risposto, e che ho sempre pensato, è che nessuno portava nessuno da nessuna parte, ma che semplicemente ciascuno usava quell’esperienza per farsi il proprio percorso. E che, anzi, proprio “l’inadeguatezza” di alcuni maestri – come il suo – erano la prova che i risultati erano il frutti del lavoro degli allievi, non dei maestri. Riprendendo quella frase chiave del Vangelo citata ancora nel post di Pietro: “la loro fede li ha salvati…”.  Nei seminari la si chiamava “affidamento” e anche se si diceva che era l’affidamento al maestro, questo non era che lo strumento…l’affidamento vero essendo quello alla vita. Il che non significa che i maestri non avessero un ruolo…ma significa che i frutti o l’assenza di frutti discendevano per ciascuno dalla propria scelta su di sé e che l’esperienza condivisa diventava quell’opportunità che ciascuno dava a sé e agli altri, potendo trascendere la propria storia personale, potendo decidere se vivere una vita all’ombra delle proprie eredità e delle relative giustificazioni o viverla alla luce di una possibilità futura da costruire, in cui il passato non è più una catena ma l’esperienza attraverso cui mi sono reso pronto al domani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6645931823303156749?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6645931823303156749/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/10/la-famiglia-la-comunita-e-arkeon.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6645931823303156749'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6645931823303156749'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/10/la-famiglia-la-comunita-e-arkeon.html' title='La famiglia, la comunità e Arkeon'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-1531202538377554307</id><published>2009-09-24T12:55:00.000+02:00</published><updated>2009-09-24T18:11:14.166+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Quaglia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Moro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Gotor'/><title type='text'>Il caso Moro</title><content type='html'>In questi giorni sulla stampa italiana sono usciti due articoli estremamente interessanti, inerenti il caso Moro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il primo, intitolato “&lt;a href="http://www.avvenire.it/Cultura/aldo+moro+non+era+un+pauroso_200909220846259500000.htm"&gt;Lo psicologo: Moro non era un pauroso&lt;/a&gt;”, è uscito su Avvenire e recensisce un libro dello psicologo Rocco Quaglia (“&lt;em&gt;Due volte prigioniero. Un ritratto psicologico di Aldo Moro nei giorni del rapimento&lt;/em&gt;”, ed.Lindau) che rilegge le famose lettere dal carcere di Moro non in chiave storica o politica ma psicologica, per capire chi fosse il Moro prigioniero e quale fosse il senso delle sue lettere.&lt;br /&gt;Per chi non avesse mai letto queste lettere, consiglio vivamente la lettura di un altro libro sulle lettere di Moro uscito un anno fa, “&lt;em&gt;Lettere dalla prigionia&lt;/em&gt;” dello storico Miguel Gotor (ed. Einaudi) che tratta lo stesso tema in chiave squisitamente storica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il secondo, intitolato “&lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/io-boss-cercai-di-salvare-moro/2110299&amp;amp;ref=hpsp"&gt;'Io boss, cercai di salvare Moro&lt;/a&gt;”, è uscito su L’Espresso e riporta una scioccante intervista al pentito della 'ndrangheta Francesco Fonti (lo stesso che ha recentemente rivelato il caso delle navi di rifiuti nucleari affondate al largo delle coste del Sud Italia) che rivela come, su richiesta di parte della Democrazia cristiana, cercò la prigione di Aldo Moro durante il suo rapimento - entrando in contatto con il Sismi, la banda della Magliana, Cosa Nostra e addirittura il segretario Dc Benigno Zaccagnini - fino a quando gli fu chiesto di desistere perché “&lt;em&gt;da Roma i politici hanno cambiato idea: dicono che, a questo punto, dobbiamo soltanto farci i cazzi nostri&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste tre fonti insieme rivelano un quadro tanto scioccante quanto accessibile agli occhi di tutti, non solo sul funzionamento della politica e della società italiana, ma anche e soprattutto sulle dinamiche di costruzione e/o distruzione di un uomo, di un progetto, di una storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’introduzione al libro di Rocco Quaglia riportata nell’articolo (il libro ancora non l’ho letto) sviscera il modo in cui diversi esponenti politici di allora – e dietro loro input larga parte dell’opinione pubblica - abbiano letto le lettere di Moro in una chiave del tutto distorsiva. L’insistita richiesta di Moro allo Stato e alla DC di intavolare una trattativa per lo scambio di prigionieri è stata di volta in volta letta come frutto del cedimento dell’uomo al terrore della morte o del condizionamento psicologico dei carcerieri. Già il libro di Gotor metteva in luce che la richiesta di Moro era politicamente sensata, basata su ampi precedenti nella politica nazionale e internazionale e soprattutto sostenuta da un argomentare lucido, razionale e sottile come non mai, con ciò dissipando l’idea di un Moro “plagiato”. Gotor tuttavia, da storico serio e rigoroso,  esplicitamente dice di non volersi addentrare in questo tema, non di sua competenza, ed altrettanto esplicitamente sceglie di non addentrarsi nella ricerca delle responsabilità della morte di Moro, per non aprire il sarcofago di tante teorie complottiste sulla recente storia d’Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora la prima mancanza viene colmata dal libro di Quaglia che, ripercorrendo il contenuto e il tono delle lettere, conferma come la richiesta di salvezza di Moro non fosse animata dal terrore della propria morte, rispetto alla quale risulta anzi estremamente libero, ma dalla premura per quella famiglia di cui era perno centrale. Famiglia affettiva (moglie, figli e il nipotino Luca) e famiglia politica (una DC in grave difficoltà in quella fase). La sua non è una battaglia per la propria vita, ma per la vita della propria famiglia, del proprio paese e soprattutto per l’affermazione di quella civiltà politica e cristiana che non ha dubbi a mettere la sacralità della vita prima di una presunta e limacciosa “ragion di stato”.&lt;br /&gt;In quel contesto matura il divorzio di Moro dal proprio partito, accusato non di tradire lui ma di tradire la propria anima e di non essere più né democratico né cristiano. E in quel contesto matura la risposta della DC che, messa pubblicamente a nudo dalle lettere di Moro, sceglie di mettere in discussione non se stessa ma il proprio accusatore, avvalorandone in tanti modi un’immagine di uomo piegato, plagiato, confuso e quindi delegittimandone la dignità e le parole. Moro non è più lui, non è più lo stesso uomo. “&lt;em&gt;Questo intende il libro quando definisce Moro «due volte prigioniero»: delle Brigate Rosse e dell’immagine che di lui venne ostinatamente diffusa, vale a dire di una persona incapace di dominare l’emotività e preda dell’istinto di sopravvivere”.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Il libro di Gotor è concorde su questo punto e aggiunge che la distruzione politica e umana di Moro agli occhi del pubblico è stata una scelta politica esplicita e dolorosa dei vertici di allora, utile ad abbassare il valore di scambio di Moro nella trattativa con le Br per facilitarne la liberazione. Una scelta cinica e allucinante, invero, che non solo rendeva Moro un uomo morto (un ostaggio senza più valore non viene liberato ma ucciso), ma soprattutto rispondeva alle più profonde domande di Moro sull’anima dello Stato annientando la domanda e il suo latore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il passaggio che più mi ha colpito della ricostruzione di Quaglia è però questo:“&lt;em&gt;Moro, dunque, si dichiarò «in piena lucidità e senza avere subito alcuna coercizione della persona». Protestò la sua completa padronanza di sé sia per favorire le trattative, sia per tranquillizzare la famiglia. La risposta del governo arrivò immediata e spietata: Moro è divenuto un altro, la prova è nella sua dichiarazione di sanità mentale”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Questo è il passaggio chiave. &lt;strong&gt;Chi dice la verità, se la verità è inaccettabile, è semplicemente un folle. Il fatto che non lo riconosca è la dimostrazione che è folle. Così il cerchio si chiude, come un cappio&lt;/strong&gt;, attorno alle possibilità di Moro di sopravvivere. Qualunque cosa lui dica non avrà valore. E con lui viene cancellato e reso inattendibile chiunque la pensi come lui, sia essa la famiglia, gli amici, i colleghi, tutti evidentemente intrappolati nell’istinto di protezione del proprio caro. E il messaggio diventa chiaro a chiunque attorno veda e capisca: “fatti i cazzi tuoi!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo è – guarda caso – il consiglio dato al pentito di ‘ndrangheta che voleva salvare Moro, come riportato nel secondo articolo, che colma la seconda reticenza del libro di Gotor. In particolare esso conferma il sospetto, cui si allude nel libro di Gotor senza calcare troppo la mano, che Moro sia stato abbandonato e volontariamente sacrificato da una parte del mondo politico di allora su un altare di convenienze vaste. Il punto chiave è quando il pentito - chiamato dalla DC per aiutarli a trovare Moro, entrato per questo in contatto con il Sismi, la banda della Magliana, Cosa Nostra e addirittura il segretario Dc Benigno Zaccagnini-  quando si reca dal suo contatto ai servizi segreti per indicare il covo di via Gradoli si sente dire appunto di desistere perché “&lt;em&gt;da Roma i politici hanno cambiato idea: dicono che, a questo punto, dobbiamo soltanto farci i cazzi nostri”&lt;/em&gt;. Che questa sia la situazione lo conferma la dichiarazione di un appuntato che collabora alle ricerche, secondo cui “&lt;em&gt;Non distinguo più tra chi mi vuole aiutare e chi cerca di farmi girare a vuoto. In più c'è la guerra politica, con i socialisti che vogliono vivo Moro, e gran parte della Dc che finge di volerlo liberare&lt;/em&gt;”. Certamente c’è stato qualcuno che ha voluto liberare Moro e probabilmente all’inizio non erano pochi…ma le cose sono cambiate quando Moro ha messo lo Stato e la DC di fronte al proprio vuoto, al simulacro di giustizia che interpretavano, quando in sostanza il bambino ha detto che il re è nudo. La loro sconfessione da parte di Moro è esplicita nelle stesse lettere di Moro, che preannuncia le proprie immediate dimissioni dalla DC.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché ho parlato di tutto questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché è un tema che personalmente mi interessa molto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perché è un tema importante per la vita collettiva nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E perché credo che sia sintomatico di come si possano manipolare e strumentalizzare l’opinione pubblica, sacrificando le persone, distorcendone le idee e distruggendone l’immagine, manipolando abusando e deviando il lavoro dei servitori dello Stato, allo scopo di far prevalere una tesi. &lt;strong&gt;Non intendo fare un paragone di livello ma di metodo&lt;/strong&gt;, quando dico che un lavoro simile è stato fatto in questi tre anni nella vicenda Arkeon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando leggo dell'accusa di plagio o connivenza mossa ai vari sostenitori convinti per quanto critici di Arkeon, non posso non pensare che funziona come quella stessa mossa a Moro di non essere più lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando leggo che la polizia aveva fatto&lt;em&gt; "un primo sopralluogo in via Gradoli 96, perquisendo tutti gli appartamenti tranne quello affittato dalle Br, dove l'inquilino non ha risposto al campanello e gli agenti se ne sono andati"&lt;/em&gt;, non posso non pensare alle dichiarazioni di quel dirigente della Procura di Bari che diceva di non poter infiltrare personale nei seminari di Arkeon per raccogliere prove effettive e conclusive delle accuse mosse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando leggo che “&lt;em&gt;Moro è divenuto un altro, la prova è nella sua dichiarazione di sanità mentale&lt;/em&gt;”, non posso non pensare alle argomentazioni del PM secondo cui il costituirsi di Arkeon come associazione registrata è la prova dell’associazione a delinquere.  O alla terra bruciata che la Tinelli e i suoi affiliati hanno tentato di fare attorno a chi cerca di passare un’altra verità denunciando alla polizia i commentatori esterni (DiMarzio, Radoani, Martini), cercando di zittire chi parla in favore di Arkeon (la segnalazione al PM da parte della Tinelli di Fabia, la richiesta di intervenire a zittire i blog di Pietro e Cosimo) e provando a screditarli preventivamente presso terzi (basti &lt;a href="http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments"&gt;l’intervento n° 22 sul blog di Risè &lt;/a&gt;che dice “Sudorepioggia, cosimo, pietro … sono tutti membri di Arkeon che sponsorizzano solo gli aspetti positivi, ribaltando volutamente la realtà”...senza neanche entarre nel merito).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma soprattutto non riesco a non pensare che come la distruzione politica e morale di Moro (che ha portato alla sua morte) è stata funzionale a sotterare con lui le domande che aveva posto alla DC e allo Stato dal carcere, allo stesso modo la distruzione giuridica (per ora solo tentata) e morale di Arkeon (che ha portato alla sua morte) è funzionale a proteggere un complesso di indagini svolto fino ad oggi a senso unico, senza mai sentire gli indagati, senza mai verificare l’esistenza dei movimenti finanziari che sarebbero dovuti derivare da questa presunta associazione a delinquere e che nivece non ci sono, senza mai verificare la credibilità di testimoni e consulenti discussi e discutibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cui prodest, ognuno lo valuti da sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-1531202538377554307?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/1531202538377554307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/09/il-caso-moro.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1531202538377554307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1531202538377554307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/09/il-caso-moro.html' title='Il caso Moro'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-8984119652446199390</id><published>2009-09-10T17:15:00.001+02:00</published><updated>2009-09-10T17:19:48.507+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='crisi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='destino'/><title type='text'>Il destino e la ricerca</title><content type='html'>Mi ha molto colpito, oggi, leggere &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/09/10/il-destino-di-un-uomo/"&gt;il post di S&amp;amp;P&lt;/a&gt; sul destino di un uomo e poi &lt;a href="http://raffaelladimarzio.blogspot.com/2009/09/unaltra-perla-di-facebook.html"&gt;quello di Raffaella Di Marzio &lt;/a&gt;sulla testimonianza di un uomo dal destino incredibile. In simultanea tra loro. E in sintonia coi pensieri che agitano questi miei ultimi mesi, in cui mi interrogo sul senso della mia vita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il senso che so darle? O quello che so accogliere?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono convinto che ciò che ho nel cuore ce l’ha messo Dio, per cui in astratto non c’è contraddizione. Ma in concreto? Nel cuore c’è anche tanta roba che non c’ha messo Dio ma a cui probabilmente tengo molto: desideri, ambizioni, paure, idee fisse. Possono entrare in conflitto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se poi capita, come capita, che la tua spinta – anche quella che venisse da Dio – ti porta apparentemente in un vicolo cieco? Se i tuoi desideri, i tuoi talenti, ciò che più intimamente senti di essere e di poter dare improvvisamente sembra esserti precluso? Dio fa anche questi scherzi! Certo, col senno di poi è tutto chiaro…ma prima? Ad Abramo chi glielo spiegava perché dovesse sacrificare Isacco?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è questione di voler fare la volontà di Dio perché si è bravi ragazzi. Né è questione di cercare di “ridurre il dolore” accettando i rovesci della vita. Chiunque abbia sperimentato anche solo una volta che la vita sa nascondere grandi rinascite dietro grandi sconfitte, al solo patto di saper “mollare la presa”, sa che è più semplicemente questione di essere in pace con se stessi e quindi con gli altri…di andare incontro alla vita per ciò che si è ma lasciandosene anche plasmare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi colpiva molto quando S&amp;amp;P distingueva tra la maggior facilità di accettare le implicazioni del destino di padre e la difficoltà di accettare le implicazioni del destino di uomo. Forse, mi viene da pensare, perché il primo ti porta oltre te stesso e restituisce un senso più grande e più vero alle cose…mentre il primo in qualche modo si compie nella propria solitudine, nella sfida di conoscere se stessi trascendendo se stessi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho risposte per questo, non per me e quindi per nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica cosa che so è che nella mia vita, quando ho toccato questi punti di “crisi”, ho sempre sentito di dover cercare dentro di me passando attraverso l’esperienza dell’altro, dell’incontro col diverso.&lt;br /&gt;Questa, per me, era l’esperienza di Arkeon. Che veniva da prima di Arkeon. E che continua dopo.&lt;br /&gt;E’ l’esperienza di essere umano. Di sollevare una domanda…e non deporla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-8984119652446199390?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/8984119652446199390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/09/il-destino-e-la-ricerca.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8984119652446199390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8984119652446199390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/09/il-destino-e-la-ricerca.html' title='Il destino e la ricerca'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-559142052473041719</id><published>2009-07-24T14:04:00.002+02:00</published><updated>2009-07-24T14:09:52.497+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='national gallery'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='falsi d&apos;autore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ricerca'/><title type='text'>L'arte e la monnezza</title><content type='html'>&lt;em&gt;(disattendo rapidamente il mio proposito di risentirci a settembre per una comunicazione veloce!)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anni fa dissi a un caro amico che – pur intuendo che dovesse essere fondamentale - non riuscivo a capire in cosa si concretizzasse il compito del direttore d’orchestra nella musica classica, se c’erano gli spartiti. Lui mi fece sentire due versioni dello stesso pezzo (la Sinfonia n° 1 di Brahams, se non ricordo male).&lt;br /&gt;E capii. Il giorno e la notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi è venuto da pensare a quell’episodio quando oggi ho letto su Repubblica.it &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/esteri/national-gallery/national-gallery/national-gallery.html"&gt;un articolo &lt;/a&gt;su un’idea geniale del direttore della National Gallery di Londra: esporre in una mostra i tanti “falsi d’autore” comprati negli anni dal museo. “Dagli errori commessi nella storia s'impara sempre parecchio. E noi, dopo aver buttato al vento migliaia di sterline per comprare quadri falsi, abbiamo imparato a fare acquisti più oculati. Perciò mi piacerebbe che di opere realizzate da bravi falsari ne avessimo di più, poiché la National Gallery è il luogo dove sono esposti quadri sublimi ma anche dove si studia la storia dell'arte". Cosa di meglio che confrontare l’originale e la copia per capire lo stile, l’arte?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi mi è venuto da pensare al giorno in cui, guardando la mia vita, decisi di tirare fuori dalla mia cantina interiore i miei falsi e allestire una bella mostra in cui guardare tutto il rimosso della mia vita e magari imparare dagli errori. Era dieci anni fa, sto ancora finendo di scendere le scale della cantina! Certo non si vedono dei capolavori, anzi si trova roba che starebbe meglio in cantina...ma è il prezzo dell'arte!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E infine ho pensato alle tante persone che ho incontrato in questi dieci anni, che hanno fatto sostanzialmente la stessa scelta. Insieme avevamo prenotato la sala per la mostra la sala: si chiamava Arkeon. Anche lì ho visto tanta roba che si preferirebbe nascondere in cantina...ma per fare pulizia bisogna ben tirar fuori la monnezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-559142052473041719?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/559142052473041719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/larte-e-la-monnezza.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/559142052473041719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/559142052473041719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/larte-e-la-monnezza.html' title='L&apos;arte e la monnezza'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-3560668567108328763</id><published>2009-07-21T13:58:00.002+02:00</published><updated>2009-07-21T14:00:18.902+02:00</updated><title type='text'>Buone ferie</title><content type='html'>Un po' di meritate ferie per tutti...&lt;br /&gt;ci rivediamo a settembre!&lt;br /&gt;Se nel frattempo volete, lasciate pure commenti: verranno moderati e pubblicati al mio ritorno a settembre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-3560668567108328763?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/3560668567108328763/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/buone-ferie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3560668567108328763'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3560668567108328763'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/buone-ferie.html' title='Buone ferie'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-8615880300214340598</id><published>2009-07-10T15:42:00.005+02:00</published><updated>2009-07-10T15:52:54.862+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tinelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fecris'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesap'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='processi'/><title type='text'>AAA: centro studi ricerca coperture istituzionali</title><content type='html'>Sviluppando il contenuto e i commenti degli ultimi due post, non posso non citare questa storia.&lt;br /&gt;Che - lo dico subito - per chi ha presente la famosa &lt;a href="http://www.ilnarrastorie.it/Esopo/Il.lupo.e.lagnello624.html"&gt;favola di Esopo sull’agnello e il lupo &lt;/a&gt;non dice nulla di nuovo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Leggo su un sito in rete &lt;a href="http://www.intopic.it/articolo/3983/"&gt;un post della d.ssa Tinelli su Arkeon&lt;/a&gt;, che si conclude con le seguenti affermazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;“La mia odierna proposta è proprio quella di far in modo che la stessa FECRIS, oltre che ad essere una rete di scambio di informazioni tra le associazioni membri che ne fanno parte, possa costituirsi come PUNTO DI FORZA per tutte le associazioni, che singolarmente si trovano a vivere esperienze come la nostra. Esperienze che dal punto di vista sia economico che di forze interne, tendono a bloccare le attività e a indebolire, se affrontate ciascuno nel proprio piccolo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’affiancamento di grosse istituzioni, durante i diversi processi, può portare a sicure vittorie, in attese di leggi più appropriate, e nel contempo a dimostrare una forza adeguata, alle stesse organizzazioni settarie, che basano tutte le proprie azioni, sulla consapevolezza di dover ‘combattere’ contro associazioni di volontariato”.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Per chi non lo sapesse, la Fecris è un’associazione europea che raccoglie diverse associazioni antisette nazionali. Per l’Italia figurano ad oggi Favis, Aris Veneto e Aris Toscana, mentre il Cesap è ad oggi corrispondente (una figura che mi sembra di capire significhi in corso di valutazione ai fini dell’ammissione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non voglio spendere molte parole sulla Fecris, che nell’ultimo anno è stata chiamata in causa più volte da due persone di Arkeon (Fabia e &lt;a href="http://pietrobono.blogspot.com/2008/10/presidente-f.html"&gt;Pietro Bono&lt;/a&gt;) con richieste di ascolto e di aiuto rispetto alle modalità di comportamento del Cesap (valutate discutibili e persecutorie) e che si è semplicemente “chiamata fuori”, non ritenendo nemmeno di prendere in considerazione un’incontro per capire. Anche qualora Arkeon fosse la peggior setta del mondo, un incontro per ascoltarli non ucciderebbe nessuno e scongiurerebbe il caso che davvero possa esserci qualche cosa da rivedere nelle modalità operative di un soggetto che sta per associarsi loro. Per la serie, se sono convinto a priori di sapere dov’è la verità e dov’è il torto, potrò certo dare un valido contributo al dibattito sulle sette!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò detto, è interessante la proposta della Tinelli che la Fecris si costituisca come “&lt;em&gt;PUNTO DI FORZA per tutte le associazioni&lt;/em&gt;”. Non più un semplice coordinamento di conoscenze ed esperienze, ma un sostegno per le associazioni coinvolte nella lotta alle sette. Eh sì, perché le “&lt;em&gt;organizzazioni settarie basano tutte le proprie forse sulla consapevolezza di dover combattere contro associazioni di volontariato&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;Un'affermazione un po' strana per un ente entrato che rispetto ai colleghi sembra cercare più il conflitto che l'intesa (DiMarzio,Caparesi,Santovecchi,Martini e scusate se è poco). Tuttavia si può  convenire che una lotta Cesap contro Scientology sarebbe impari. E infatti il Cesap si guarda bene dall’attaccare Scientology! Dopo uno start up di relativo anonimato fatto di battaglie contro Testimoni di Geova e Neocatecumenali - cioè gruppi religiosi autentici che certamente non ti “daranno in testa” - il salto di notorietà è avvenuto contro Arkeon. Ovvero un gruppo che più scalcagnato non si poteva, privo di qualsiasi reale mezzo o organizzazione, come i fatti hanno dimostrato: in tre anni Arkeon non è riuscito ad avere neanche una rettifica sulla stampa o uno spazio televisivo, se non come imputato da scannare. Per contro il Cesap collabora con la Fecris, con la Digos e con il Tribunale di Bari, è sostenuta dal Codacons, va in televisione e sui giornali.&lt;br /&gt;Si dice in questi casi “grande coi piccoli e piccole coi grandi”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cosa più inquietante tuttavia è la finalità pratica che il Cesap suggerisce per questo PUNTO DI FORZA: “&lt;em&gt;l’affiancamento di grosse istituzioni durante i diversi processi può portare a sicure vittorie&lt;/em&gt;”. Non solo la signora indica che l’obiettivo del presunto Centro Studi non è studiare i gruppi ma “vincere i processi” (surreale per un soggetto che dovrebbe intervenire come testimone o come perito, non certo come accusa!). Ma addirittura ci dice che i processi non si vincono coi fatti ma con gli appoggi, con la capacità di fare pressione, la copertura istituzionale. Cosa nota a tutti e di cui le persone di Arkeon si sono ampiamente accorte in questi anni (com’è stato detto altrove, qualcuno crede che una trasmissione come quella di Terra fatta subito dopo gli avvisi di garanzia potesse essere preparata in quattro e quattr’otto? E qualcuno può aver ignorato la differenza abissale di trattamento in quella sede di Arkeon rispetto agli altri gruppi trattati, tutti ben introdotti e con clienti VIP?).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-8615880300214340598?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/8615880300214340598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/aaa-centro-studi-ricerca-coperture.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8615880300214340598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8615880300214340598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/aaa-centro-studi-ricerca-coperture.html' title='AAA: centro studi ricerca coperture istituzionali'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-8665620917511563587</id><published>2009-07-08T10:54:00.004+02:00</published><updated>2009-07-10T14:49:27.894+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='councelling'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesap'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sette'/><title type='text'>La ricerca di sè</title><content type='html'>Qualche giorno fa leggevo un libro di Vito Mancuso, teologo cattolico, che spiegava (cosa nota) come il cattolicesimo sia considerato dall’ebraismo una setta e (cosa a me non nota) come i libri dell’Antico Testamento successivi al Deuteronomio (in sostanza larga parte dei libri sapienziali come il Siracide) non siano da essi riconosciuti, bensì considerati “apocrifi”. Fa strano pensare che per molti ebrei questi libri, che da noi sono considerati appunto “sapienziali”, per il solo fatto di essere definiti apocrifi sono probabilmente sconosciuti e circondati da un alone di mistero e perversione, più o meno come per noi sono oggi i vangeli apocrifi del Mar Morto e in particolare il bellissimo Vangelo di Tommaso! E’ sempre interessante mettersi nei pani degli altri per guardarci!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho parlato di questo perché spesso, sui nostri giornali o in certe trasmissioni di approfondimento, si parla della tendenza - nella nostra post modernità - al ritorno del religioso, in particolare del religioso irrazionale e ancor più in particolare del religioso settario. La setta è tra noi! L’esempio più comune è Scientology, ma in forme più blande ci sono anche il movimento new age, e addirittura secondo alcuni la forte diffusione di gruppi carismatici all’interno della stessa Chiesa Cattolica (Neocatecumenali, Rinnovamento nello spirito, etc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora è chiaro che in alcuni casi l’etichetta di movimento religioso è un artificio tattico per aggirare possibili accuse di reati di vario tipo: in questo senso, da quanto capisco, la “svolta religiosa” di Scientology è emblematica. Ma certamente in molti altri casi la diffusione di nuove forme di religiosità è una risposta a una ricerca di senso che cresce al crescere della frammentazione della nostra società e delle sue istituzioni tradizionali (famiglia, partito, nazione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente ho conosciuto diverse persone che vivono intensamente alcune di queste esperienze: Reiki, Testimoni di Geova, Neocatecumenali, Rinnovamento nello spirito, …Ne ho visto i riti e le forme e sinceramente talora mi hanno lasciato perplesso le esasperazioni, i forti coinvolgimenti emotivi collettivi in cui non è chiaro quanto i singoli siano imitatori passivi e quanto attori consapevoli, le forme mistiche al limite o oltre la superstizione…ma questo corrisponde a valutazioni mie personali: e in ogni caso non ho mai visto pressioni o suggestioni sugli individui peggiori di quelle che vengono normalmente esercitate in tante sane famiglie cattoliche che – con ben altri strumenti – premono sui propri figli per indirizzarne le scelte di studio, di amore, di lavoro, di vita. Insomma, tutto nel confine del libero arbitrio e della responsabilità individuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure non posso non notare come anche per i gruppi che ho citato, che sono assolutamente “tranquilli”, si sprechino a diversi livelli accuse di plagio, settarismo, manipolazione coercitiva, etc..etc…Gli interventi riportati ai danni di questi gruppi nel sito del Cesap - che per esempio titola da tempo “svelati gli abusi del cammino neocatecumenale” senza chiarire che trattasi di abusi di forma liturgica e non di violenza sessuale (!) - sono solo uno dei tanti esempi e non necessariamente il più vile [&lt;em&gt;prego leggere il mio commento in fondo al post a parziale rettifica&lt;/em&gt;].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo queste ostilità, che talora assumono la forma di vere e proprie ossessioni paranoiche, non sono frutto di poche persone o pochi gruppi “assatanati”. C’è un clima di crescente sospetto e intolleranza verso le nuove forme religiose o para-religiose, come confermano i diversi pronunciamenti in tal senso del &lt;a href="http://www.dimarzio.it/srs/modules/sections/index.php?op=viewarticle&amp;amp;artid=89"&gt;Consiglio d’Europa &lt;/a&gt;e della &lt;a href="http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/cache/files/79928641581931946244669747821478-getdocumentopdf.pdf"&gt;Corte Europea dei diritti dell’uomo&lt;/a&gt;, che in diverse occasioni ha rinnovato ai governi europei la richiesta di procedere con cautela a legislazioni “anti sette” o a campagne informative di prevenzione contro “nuovi gruppi religiosi”, vedendo in ciò chiari casi di violazione dei principi di libertà religiosa e di pensiero sanciti nella Carta dei diritti dell’uomo.&lt;br /&gt;In quest’ottica l’Italia non è da meno di altri paesi. Progetti di legge per reintrodurre reati di plagio sono costantemente ripresentati da anni in Parlamento e ciò che preoccupa è che i loro proponenti nella società civile sono solitamente associazioni antisette prive di alcun accreditamento scientifico che si distinguono per un’accesa critica ai gruppi più disparati, dai satanisti a Rinnovamento nello spirito. Ma soprattutto colpisce che – in un contesto di grande riduzione delle forze dell’ordine a dispetto della spesso declamata crisi sicurezza – lo Stato abbia ritenuto opportuno creare un’apposita Squadra Anti Sette (SAS); con una scelta che già a partire dal nome suscita perplessità, sia alla luce del richiamo della Corte Europea a non usare il termine setta in maniera preventiva, sia alla luce delle scelte di un soggetto come lo stesso GRIS (il noto gruppo di ricerca antisette cattolico) che negli anni ha ritenuto opportuno cambiare denominazione da Gruppo di Ricerca sulle Sette a Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo contesto, che fino a qualche tempo fa mi era totalmente ignoto, si chiarisce bene lo sviluppo del caso Arkeon, che sta lì a dimostrare come il pregiudizio porti a vedere dappertutto sette e a forzare la mano in nome del bene superiore rappresentato dalla loro sconfitta. Senza rivangare la storia ormai tristemente nota (a seguito delle segnalazioni di alcuni ex aderenti e di una piccola associazione antisette pugliese, sono state avviate indagini su alcuni maestri del metodo Arkeon, è stata sospesa l’attività dei seminari di Arkeon e adesso si attende una decisione del Tribunale di Bari circa l’eventuale apertura di un processo a carico degli indagati) quello che mi colpisce è che, a tre anni dall’inizio di questa surreale vicenda, non si è ancora capito se sotto inchiesta siano alcune persone per comportamenti specifici o se sia invece sotto accusa in quanto tale il metodo Arkeon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La logica mi porterebbe a dire la prima: non si può - che io sappia - accusare un metodo in quanto tale, in quanto ciò equivarrebbe a ritenere illegittime delle idee. Certo si può dire che una condotta è illegittima e, quindi, che un metodo sia illegittimo nella misura in cui e fino a quando attui tale condotta: qualora tali condotte venissero meno, non ci sarebbe problema. Con specifico riferimento alle accuse mosse agli indagati (abuso della professione di psicologo, abuso della professione medica, violenza privata e quindi conseguentemente di truffa e di associazione delinquere), Arkeon sarebbe quindi illegittimo solo nella misura in cui:&lt;br /&gt;- promettesse la guarigione da mali (o limitatamente a coloro che promettessero la guarigione da mali);&lt;br /&gt;- fosse un metodo psicologico e venisse esercitato da persone non iscritte all’albo degli psicologi;&lt;br /&gt;- nel suo contesto si commettessero violenze private (o limitatamente a coloro che compissero violenze).&lt;br /&gt;Di conseguenza e per contro ciò significa che l’esercizio di Arkeon sarebbe invece lecito per tutti coloro che non compissero violenze, che non promettessero la guarigione o che – qualora Arkeon fosse definito psicoterapia – ad esercitarlo fossero psicologi iscritti all’albo.&lt;br /&gt;In effetti dei diversi maestri attivi solo alcuni sono stati oggetto di indagine. Si può interpretare ciò come una conferma che non è in discussione Arkeon ma il modo in cui alcuni maestri – tra cui peraltro il fondatore – lo hanno esercitato? Se così fosse, vorrebbe dire che domattina tali altri maestri potrebbero riprendere i loro seminari tranquillamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo è evidente a tutti che non è così.&lt;br /&gt;Semplicemente, non si sono trovati testimoni contro gli altri maestri.&lt;br /&gt;La verità è che, di fatto ancorché non di diritto, sotto accusa è Arkeon in quanto psicosetta!&lt;br /&gt;E del resto chiaro che l’uso stesso del termine psicosetta è un di più non necessario a un tribunale per procedere alla contestazione dei reati presunti, che indica come in discussione non siano comportamenti ma un’idea.&lt;br /&gt;Lo dicono – per quello che contano - i commenti sul sito del Cesap dei due principali testimoni (Carlo e Lella), così come quelli della dottoressa Tinelli e degli altri foristi, che accusano non solo le singole persone ma il metodo in quanto tale, pericolosa riedizione secondo loro delle psicoterapie folli della Singer. Lo dicono le affermazioni della Digos nella famosa conferenza stampa del 2007, così come gli atti di accusa del PM nei confronti degli indagati e della DiMarzio.Lo dice il fatto stesso che in questa vicenda è attiva la neonata Squadra Anti Sette (SAS).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è inquietante.&lt;br /&gt;Perchè non si capisce su quali basi il PM abbia valutato che Arkeon fosse una psicoterapia, non essendo competenza sua valutare cosa sia psicoterapia e cosa no (e sotto questo profilo è lecito domandare chi sia l’esperto psicologo sulle cui perizie si basi tale giudizio e metterne in discussione la competenza e l’attendibilità, soprattutto qualora si trattasse della Tinelli e del suo famigerato studio decennale mai visto da nessuno: ad oggi non esiste un documento pubblico della Tinelli che possa dimostrare che essa – quanto alle competenze effettive - sia qualcosa di più di una laureata in psicologia molto interessata alla cronaca giudiziaria).&lt;br /&gt;Perché viola i più basilari principi dello stato di diritto, definendo di fatto una presunzione di colpevolezza a prescindere. E che qui ci sia un pregiudizio grosso come una casa lo dimostra il fatto che gli stessi inquirenti non abbiano mai chiamato – a quanto si sa – gli accusati per chiedere loro conto dei fatti, come dimostrano le affermazioni recentemente riportate sul sito “Il caso Arkeon” da Piero – che dice di non sapere neanche per cosa è indagato (e non è l’unico).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fronte di tutto ciò c’è una domanda che da tempo mi pongo.&lt;br /&gt;Com’è possibile che io non possa vivere un’esperienza che amo facendomi un seminario di Arkeon con chi e solo con chi come me ama quell’esperienza, senza far danno a nessuno?&lt;br /&gt;Com’è possibile che la continua corsa alla tutela dell’individuo attraverso la creazione di albi e codici sempre nuovi possa travolgere la libertà dell’individuo stesso di vivere come vuole tra pari? Com’è possibile che due adulti possano fare tra di loro volontariamente sesso estremo a pagamento senza che sia violenza o sfruttamento della prostituzione, ma io non posso pagare per partecipare a un seminario che mi piace?&lt;br /&gt;Perché la psicologia dice che noi facciamo il suo lavoro?&lt;br /&gt;E chi dice cosa è psicologia?&lt;br /&gt;O lo psicologo?&lt;br /&gt;Ma se chiedo all’oste com’è il vino, dirà senz’altro che è buonissimo. Anzi mi dice che il “councelor” – che fa un lavoro molto simile allo psicologo ma psicologo non è e che per esempio potrebbe fare i seminari di Arkeon - è un incompetente, è un cialtrone mascherato, è l’anticamera della truffa.&lt;br /&gt;Com’è possibile non vedere che c’è un’essenza dell’esperienza umana che non è racchiudibile nelle categorie di psicologia, religione, etc.. e che è semplicemente la ricerca di sé ognuno come diavolo gli pare?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-8665620917511563587?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/8665620917511563587/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/la-ricerca-di-se.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8665620917511563587'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/8665620917511563587'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/07/la-ricerca-di-se.html' title='La ricerca di sè'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-7790627197426669081</id><published>2009-06-05T18:28:00.005+02:00</published><updated>2009-06-05T18:50:06.638+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='islam'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='obama'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='principi'/><title type='text'>Conoscersi</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SilMhSb7wcI/AAAAAAAAABo/oNBqiT-1DNQ/s1600-h/ap_15949505_15150.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5343886567620198850" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 145px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SilMhSb7wcI/AAAAAAAAABo/oNBqiT-1DNQ/s400/ap_15949505_15150.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Ieri c'è stato lo storico &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/esteri/obama-presidenza-8/discorso-italiano/discorso-italiano.html"&gt;discorso di Obama&lt;/a&gt; al Cairo.&lt;br /&gt;Mi ha molto colpito, anche aldilà del suo valore politico e culturale, perchè è un raro esempio di come un discorso - a prescindere dalla sua bellezza e potenza retorica - possa essere sostanza. Parlare all'altro, parlargli in casa sua, da uguali, con un linguaggio e con simboli che possono essere condivisi, non è un atto retorico: è un fatto che genera di per sè conoscenza reciproca, che abbatte di per sè barriere e pregiudizi. Invito, chi fosse interessato, a leggerlo nella traduzione italiana che ho linkato sopra.&lt;br /&gt;Cito tutto questo perchè Obama, senza negare se stesso e la sua cultura, compie secondo me un atto fondamentale: mostra coi fatti all'altro di essere disposto ad ascoltarlo, ad imparare da lui. Non a rinunciare ai propri prncipi, ma di essere disposto a confrontarli con quelli altrui, a metterli alla prova del nove, a vederli con gli occhi dell'altro per vedere se reggono anche così. E' un tema che sviluppavo nel mio ultimo post e nella &lt;a href="http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-mio-nuovo-maestro.html?showComment=1244219282806#c400508292457859088"&gt;risposta ad un commento di Sadal-Melik&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riflettevo su tutto questo, ieri sera, mentre guardavo su LA7 il programma Otto&amp;amp;1/2 dedicato allo storico evento. E, devo ammettere, mi sono proprio cadute le braccia.&lt;br /&gt;Una giornalista presente – di cui non ricordo il nome – espone una tesi interessante: la visione che Obama dà del mondo islamico è “la proiezione esteriore della sua storia interiore”. Obama è figlio di una madre cattolica e di un padre keniota. Si chiama Barak Hussein. E’ cresciuto in Indonesia, grande paese islamico. In lui, in sostanza, Islam e Cristianesimo, occidente e oriente, bianco e nero sono risolti, amalgamati, fusi con successo… Obama vede una possibile armonia tra l’Islam e Occidente che in effetti è l’armonia della sua vicenda umana personale. In realtà – conclude la giornalista - c’è uno scarto tra l’Islam interiore di Obama e l’Islam reale. Obama vede se stesso, non la realtà, nella quale non c’è alcuna armonia né (sembra di capire) possibilità di armonia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ascolto questa tesi e penso: sicuramente in Obama il conflitto è risolto mentre nel mondo no, ma è anche vero che nel mondo il conflitto è agitato da molti ma non da tutti e che è tutt’altro che inevitabile. Detto altrimenti e usando le parole della giornalista, forse il conflitto inevitabile che lei vede tra occidente e islam è la proiezione esteriore del suo conflitto interiore. Il suo bisogno del conflitto, per mantenere e rafforzare l’idea della propria identità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’automatismo degli schemi e delle identità è talmente forte che dopo poco la stessa giornalista e un'altra giornalista di sinistra presente in studio finiscono per contrapporsi come portatrici delle istanze rispettivamente di israeliani e palestinesi. Proprio mentre starebbero commentando il discorso di sintesi e pacificazione di un Presidente degli Stati Uniti! La forza di attrazione delle contrapposizioni è talmente forte che quando gli sfidanti si rappacificano, si mettono a combattere gli arbitri!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una nota buon senso arriva, inaspettata, dall’intervento di una terza giornalista, di AlJazeera. Algerina “occidentale”, che dirige uno dei più importanti network, che dirige molti uomini ma ha da qualche anno messo il fazzoletto al capo. E che alla domanda “la condizione delle donne nei paesi islamici è estremamente dura e secondo molti in occidente la colpa è dell’Islam” risponde “spesso è vero, anche se non sempre…ma lo è anche la condizione di molti uomini”.&lt;br /&gt;Sembra dire: nella giustizia, come nell’ingiustizia, siamo insieme.&lt;br /&gt;Sembra guardare alla sterile contesa tra uomini e donne in occidente, una guerra tra poveri, e dire: dal dolore non proveremo a uscire scavalcandoci l’un l’altro.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-7790627197426669081?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/7790627197426669081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/06/ieri-ce-stato-lo-storico-discorso-di.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/7790627197426669081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/7790627197426669081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/06/ieri-ce-stato-lo-storico-discorso-di.html' title='Conoscersi'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SilMhSb7wcI/AAAAAAAAABo/oNBqiT-1DNQ/s72-c/ap_15949505_15150.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6938670458004731295</id><published>2009-05-28T22:49:00.000+02:00</published><updated>2009-05-28T23:01:44.343+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='biagi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='silenzio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambrosoli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='setta'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='martin luther king'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='calabresi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='moralismo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='falcone'/><title type='text'>Il mio nuovo maestro</title><content type='html'>Gli ultimi post di &lt;a href="http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2009/05/arkeon-e-il-silenzio-degli-onesti-11-5.html"&gt;Pietro &lt;/a&gt;o di &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/05/24/il-dott-giuseppe-palma-psicologi-italiani-e-il-senso-dellappartenenza/"&gt;Sudorepioggia &lt;/a&gt;mi danno lo spunto per il post di questa sera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Commentando l’ultimo post di S&amp;amp;P, dicevo che figure come appunto quella di Ambrosoli, che sono libere, che non appartengono a nessuna “famiglia” e che combattono per portare avanti il proprio servizio, non sono poco amate dalla maggioranza quanto piuttosto sono proprio motivo di fastidio, di imbarazzo. L’aggettivo con cui di solito li si inchioda al pubblico ludibrio è “&lt;em&gt;moralisti&lt;/em&gt;”, quasi fosse una perversione accanirsi a fare il proprio dovere e ciò che si ritiene giusto. Questo basta a far dimenticare che quell’uomo non ha chiesto niente a nessuno, ha solo dato e del suo per di più. E basta a far dimenticare a ciascuno di porsi la semplice domanda “ma io dov’ero quando lui faceva questo?”. Decisamente fastidiosi, questi uomini.&lt;br /&gt;Ripetendo la citazione del reverendo King riportata da Pietro “&lt;em&gt;Non ho paura delle parole dei violenti, ma del silenzio degli onesti. La nostra vita comincia a finire il giorno che diventiamo silenziosi sulle cose che contano&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non conosco la vicenda personale di Ambrosoli, ma per quanto mi riguarda mi sono chiesto spesso, in questi mesi, perché abbia aperto questo blog e più in generale perché in questi anni non mi sia “sfilato” dalla vicenda Arkeon, ma abbia fatto – o abbia cercato di fare come sapevo – la mia parte. Non è stato per gratitudine rispetto a quell’esperienza e a quelle persone, anche se la gratitudine e l’affetto sono molto grandi, non misurabili. Né è stato perché, come alcuni vogliono suggerire, io sia un fanatico sostenitore di Arkeon o un nostalgico che non riesce a rassegnarsi alla fine di un’epoca o  un pupazzo manovrato da terzi: posso anzi dire di sentirmi molto libero da quell’esperienza, che certo volentieri ripeterei per alcuni suoi tratti unici, ma da cui allo stesso tempo nell’ultimo anno di attività stavo prendendo interiormente la distanza nella ricerca di uno spazio mio personale di riflessione (credo anzi che questo tratto accomuni molto altre persone che come me e più di me hanno cercato di far sentire la voce di Arkeon in questi tre anni e non credo sia un caso). E questo dovrebbe chiarire che infine non è neanche perché cerchi o speri di far ripartire i seminari: per me, con tutto il dolore che mi comporta il dirlo, è certo che quell’esperienza sia conclusa. Non finita, perché come in fisica nulla finisce ma solo si trasforma…ma certo conclusa in quella forma.&lt;br /&gt;E allora la domanda: perché lo faccio?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certamente c’è una parte di “&lt;em&gt;responsabilità civile&lt;/em&gt;”.  Avendo conosciuto quel percorso, quelle persone e avendo visto il bene che ha fatto a molti, non posso tacere di fronte a uno stravolgimento della realtà così violento, volgare e paranoide, quale quello portato avanti in questi anni da poche persone e amplificato dai media. Il che non mi impedisce di vedere i limiti di quel percorso e di quell’esperienza, anzi semmai mi consente di vederli anche meglio. E certamente c’è la volontà di “&lt;em&gt;proteggere il futuro&lt;/em&gt;”, di fare la mia piccola parte perché ad altri non possa capitare quello che è capitato, sta capitando e forse capiterà a noi: non vorrei che alcuno – trovandosi domani nelle peste in cui ci troviamo noi oggi – potesse guardarmi e provare lo stesso senso di tristezza che provo io guardando alcuni piccoli esponenti del mondo antisette, che da anni conoscevano le modalità della d.ssa Tinelli, non sono intervenute e oggi cercano di “tenere il profilo basso” per cautela. Sin qui è vero, potrei essere chiamato un “moralista”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è solo quello. Il motivo vero, personalmente, è che incontrai Arkeon lungo il percorso della mia ricerca di me stesso, della lotta che conduco con me per conoscermi, sopraffarmi e arrendermi alla mia natura più autentica. E oggi non posso, proprio non posso, far finta di non essermi incontrato, di non aver conosciuto la mia storia, di non aver toccato la forza e la chiarezza delle mie aspirazioni e della mia identità. E quindi non posso ritirarmi in buon ordine, non posso dire “è stato bello, grazie”, non posso raccontarmi che quello cui ho partecipato era un percorso pericoloso, che le profondità dell’anima mia e altrui toccate erano ingannevoli, che quanto di grande lì è nato o si è consolidato (amori, figli, amicizie) non sia stato protetto e nutrito da quello spazio.&lt;br /&gt;Non posso fare lo scemo per non andare alla guerra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accetto anzi, secondo la regola che ho conosciuto e accolto nel lavoro di Arkeon come regola dell’anima e della vita, che quello che è accaduto sia la naturale prosecuzione del lavoro su di me e sulla mia vita. Il mio maestro non è più Vito ma la Tinelli…e come diceva Vito a ragione, i maestri migliori sono sempre i più stronzi (in senso archetipico, intendo). Non ci sono “intensivi e sedie” che valgano le mattine che uscivo dicendo a mia moglie di stare calma se arrivavano i carabinieri senza sapere perchè; o i giorni che arrivavo in ufficio dopo una trasmissione di Striscia e una chiamata dell’Amministratore Delegato mi faceva temere di aver perso il lavoro senza sapere perché; o le sere che mi chiamavano degli amici per dirmi che uno aveva perso il lavoro, che uno aveva tentato il suicidio, che uno non era riuscito a tenere unita la famiglia e per tutto questo non c’era un perché.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora, pensando ad Ambrosoli, a Falcone, a Marco Biagi, a Calabresi o ai tanti altri eroi civili del Nostro Paese, sono convinto che la loro scelta non sia stata dettata da “moralismo”.  Credo che sia stata semplicemente l'unico modo che avevano onorare sé stessi, la loro storia e il loro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto ad Arkeon e a quello che Pietro ha chiamato "&lt;em&gt;il silenzio degli onesti&lt;/em&gt;", credo anch’io che quella perpetrata su di noi sia una forma di abuso, perpetrato sul piano mediatico e giudiziario, che va a minare il senso dell'autorità e della verità. Ma credo anche che l’abuso vero, quello più drammatico, sia quello perpetrato sul piano delle vite individuali, e che l'autorità e la verità minate siano quelle interiori, come dimostrano  gli esempi di revisionismo postumo di alcuni sulla propria vita, per cui anni di esistenza, mogli, figli, lavoro e amici diventano in soli due anni di campagna mediatica un’imposizione dall’alto: questo sì un drastico cambiamento di quelli solitamente addotti alla manipolazione mentale settaria. Ma – per essere chiari - credo anche che di fronte a questi tre abusi, e soprattutto al terzo, ci sia una responsabilità del subirlo. Quello che Pietro con finezza chiama “&lt;em&gt;l’atto mancato cioè la risposta che non avevo potuto dare, in precedenza nella mia vita, di fronte all’ingiustizia&lt;/em&gt;” e che  S&amp;amp;P chiama in maniera più esplicita “&lt;em&gt;il silenzio dei paraculi&lt;/em&gt;”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6938670458004731295?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6938670458004731295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-mio-nuovo-maestro.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6938670458004731295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6938670458004731295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-mio-nuovo-maestro.html' title='Il mio nuovo maestro'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-1231849588917883305</id><published>2009-05-18T20:38:00.000+02:00</published><updated>2009-05-18T20:41:44.148+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><title type='text'>Il caso arkeon - nuovo sito</title><content type='html'>Tra i commenti all'ultimo post ho ricevuto la segnalazione di un nuovo sito, intitolato "ilcasoarkeon", di cui volentieri riporto qui il link e che aggiungo nel mio blogroll.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://ilcasoarkeon.wordpress.com/"&gt;http://ilcasoarkeon.wordpress.com/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-1231849588917883305?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/1231849588917883305/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-caso-arkeon-nuovo-sito.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1231849588917883305'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1231849588917883305'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-caso-arkeon-nuovo-sito.html' title='Il caso arkeon - nuovo sito'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-5801729519655441263</id><published>2009-05-17T17:27:00.000+02:00</published><updated>2009-05-17T18:04:44.303+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mogli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='idraulico'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='coppia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mariti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><title type='text'>Il fascino discreto dell'idraulico</title><content type='html'>Questo pomeriggio mia moglie mi ha mostrato un trafiletto promozionale sulla rivista del supermercato, dove si promuoveva un servizio di “mariti in affitto”. Testualmente lo spot diceva: “&lt;em&gt;un servizio che offre aiuto a tutte le famiglie e le mogli che non possono contare sul proprio marito per le commissioni e i lavoretti di casa. Dovete rinnovare il bollo dell’auto? Tagliare l’erba del giardino? Accompagnare i figli alla partita? Niente paura se il vostro partner è oberato dal lavoro o preferisce giocare a calcetto con gli amici: il marito in affitto risolve tutti i vostri problemi…una bella opportunità per le mogli e anche per i mariti!”&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non discuto il merito del servizio, che sicuramente è una legittimissima e degnissima iniziativa commerciale,  ma il valore "simbolico", il "non detto" che mi sembra esprimere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il trafiletto infatti si rivolge a donne stanche del fatto che “&lt;em&gt;non possono contare  sul proprio marito per i lavoretti di casa&lt;/em&gt;” perché “&lt;em&gt;preferisce giocare a calcetto con gli amici&lt;/em&gt;”! Le parole sono pietre e non credo di aggiungerci del mio se dico che sembra di sentirlo (anche se non è scritto) quel "NEANCHE" per i lavoretti. E la riprova è che la soluzione proposta è “&lt;em&gt;un marito in affitto&lt;/em&gt;”. Non “un domestico in affitto”, "un factotum", bensì "un marito".&lt;br /&gt;Secondo il trafiletto, in sostanza, queste donne non sono solo stanche di dover fare tutto loro, ma sono stanche di non aver a fianco un marito; quello che demandano a questa società di servizi non è solo la fornitura di tempo o competenze addizionali per le necessità di casa, ma anche e forse soprattutto la compensazione di un vuoto, di una solitudine. Non è il tempo del marito che manca, è la sua presenza, il suo sostegno, la sua affidabilità. Lui gioca a calcetto!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo ci sono uomini di questo tipo. Ricordo anzi che nei seminari di Arkeon si citava la squadra di calcetto come strumento tipo usato da certi uomini per fuggire l’intimità e la responsabilità della relazione di coppia e nello stesso tempo per difendersi dall’intimità col maschile attraverso una relazione più goliardica che adulta. Due piccioni con una fava.&lt;br /&gt;Ma nei seminari di Arkeon il dito veniva messo sulla piaga per indicarla e perché le persone potessero prendersi la responsabilità di guarirla, di fare un salto avanti nell’intimità; partendo dalla condivisione di quel senso di assenza e di distanza, arrivare per ciascuno a scegliere di “ritornare in sé”: quell’uomo non mancava solo alla moglie, ma anche a sé stesso. E lo stesso valeva in altri casi a parti inverse per la moglie.&lt;br /&gt;Qui invece la moglie si è rassegnata e sceglie – bea(o)tamente felice – di risolvere il tutto col marito in affitto. E l’opportunità, chiarisce il trafiletto, è buona anche per i mariti, che così possono continuare a giocare a calcetto o a essere oberati dal lavoro. In fondo basta pagare per continuare a vivere felici e (s)contenti.&lt;br /&gt;Mi fa pensare molto a quell'articolo di un paio d'anni fa apparso su Repubblica, secondo il quale le classiche statistiche di una università americana dimostravano che le coppie che vivono lontano durano di più!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-5801729519655441263?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/5801729519655441263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-fascino-discreto-dellidraulico.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5801729519655441263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5801729519655441263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/il-fascino-discreto-dellidraulico.html' title='Il fascino discreto dell&apos;idraulico'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-4164437879550171272</id><published>2009-05-11T19:40:00.001+02:00</published><updated>2009-05-11T19:54:53.273+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tinelli'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesap'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='diffamazione'/><title type='text'>Lo stile è tutto, nella vita</title><content type='html'>Oggi sul sito del Cesap ho trovato il seguente annuncio, intitolato "&lt;a href="http://www.cesap.net/index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=1641&amp;amp;Itemid=47"&gt;Intimidazione&lt;/a&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Negli ultimi mesi alcune persone già segnalate all'Autorità Giudiziaria, a mezzo di diffide, blog, lettere tentano di intimidire ed ostacolare l'attività della Dottoressa Tinelli e del CeSAP. Tali modalità d'azione sono subito state denunciate alle autorità competenti. Non appena possibile pubblicheremo i nominativi di coloro che hanno organizzato tale campagna diffamatoria e intimidatoria. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;La Segreteria"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Devo dire che non ho sinceramente capito a chi si riferisca: della Tinelli parlano tanti blog, critici sul suo operato ma diversissimi tra di loro; alcuni buttando insulti e diffamazione (come avviene su aduc), altri ragionando argomentando e portando informazioni. Chi di questi la starebbe intimidendo e ostacolando non è dato capire.&lt;br /&gt;Su questo punto per fortuna mi rassicura il comunicato: i nominativi saranno pubblicati "non appena possibile". Ma a questo punto non capisco quale sia lo scopo di un simile comunicato. Se i nomi di queste persone "peraltro già segnalate alle autorità giudiziarie", verranno fatti "non appena sarà possibile", che cosa mi sta comunicando il comunicato? perchè non aspettare a dire ciò che non può dire quando potrà dirlo? Sembra un po' contorto, a me!&lt;br /&gt;Difficile sfuggire al dubbio che il titolo del comunicato non si riferisca al suo contenuto ma al suo scopo!&lt;br /&gt;E da ultimo, ma questa è proprio una fissa mia formale, stupisce che un comunicato di questo rilievo sia stato affidato alla firma della Segreteria e non del Comitato Direttivo o della Presidenza. E' vero che in molte associazioni, soprattutto in quelle più piccole che vivono dell'impegno e della dedizione di poche persone, una stessa persona ricopre spesso più ruoli ...ma se unpo se li dà, i ruoli, tanto vale rispettarli, no?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-4164437879550171272?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/4164437879550171272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/lo-stile-e-tutto-nella-vita.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4164437879550171272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4164437879550171272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/lo-stile-e-tutto-nella-vita.html' title='Lo stile è tutto, nella vita'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-878146390024545558</id><published>2009-05-06T20:01:00.000+02:00</published><updated>2009-05-06T20:02:41.640+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='berlusconi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='plagio'/><title type='text'>La colpa è sempre fuori di me</title><content type='html'>“Eccolo lì!” mi sono detto. Berlusconi che alle affermazioni della moglie risponde “l’hanno plagiata!”. Le parole non erano quelle, ma il senso era esattamente quello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E lo dice quasi inconsapevole (o incurante) che l’idea di una moglie che, dopo trent’anni di matrimonio e quattro figli, chiede il divorzio per le insinuazione dell’opposizione è forse un po’ grottesca. Inconsapevole (o incurante) che, descrivendo la moglie come una donna capace dopo trent’anni di matrimonio e quattro figli di farsi dettare le idee sul marito da terzi, descrive di fatto una donna di poco valore, una donnetta sciocca e inconsapevole di sé. Ma soprattutto inconsapevole (o incurante) che quelle parole restituiscono - molto più delle parole della moglie – la realtà di una distanza infinita tra i due: non uno sfogo amaro magari di gelosia, segno comunque di un possibile residuo di calore o di orgoglio; bensì una gelida stoccata a una donna che lo vede e lo conosce ormai così poco da doversi far suggerire da altri la natura del marito.&lt;br /&gt; Leggevo le parole di Berlusconi e ripensavo alle famiglie che in TV hanno denunciato il plagio dei propri figli in Arkeon. Non diverse dalle famiglie che dicono “è tutta colpa di quella là”, “è colpa delle brutte compagnie” etc etc…Famiglie che non vogliono contemplare la possibilità di una scelta da parte dei propri figli diversa da quella che loro avrebbero fatto. Famiglie che fingono di non sapere che, se tali figli erano così influenzabili dal primo venuto, loro in vent’anni avrebbero potuto influenzare ben di più. Ma soprattutto famiglie pronte a sacrificare la dignità dei propri figli sull’altare delle proprie convinzioni, trasformandoli dai figli modello a delle persone deboli e plagiabili non appena questi prendano strade a loro inconcepibili. Un fatto che – come nel caso di Berlusconi – denuncia una distanza tra le persone maggiore di quella che esse vorrebbero vedere e fa capire da dove possano nascere improvvisamente le incomprensioni o i conflitti tra persone prima vicine.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-878146390024545558?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/878146390024545558/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/la-colpa-e-sempre-fuori-di-me.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/878146390024545558'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/878146390024545558'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/la-colpa-e-sempre-fuori-di-me.html' title='La colpa è sempre fuori di me'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-2246252177343602015</id><published>2009-05-04T20:18:00.000+02:00</published><updated>2009-05-04T20:23:36.506+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sunset limited'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='mccarthy'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='la strada'/><title type='text'>I portatori del fuoco</title><content type='html'>La conclusione del mio ultimo post mi ha fatto ripensare a un libro che ho letto recentemente “La strada” di Cormac McCarthy. E’ la storia apparentemente disperata di un padre e un figlio sopravvissuti a un olocausto nucleare, che vagano in cerca della sopravvivenza. E il padre – che a differenza del figlio ha conosciuto il mondo “prima” – dice sempre al figlio “&lt;em&gt;noi portiamo il fuoco&lt;/em&gt;”. Con questo – mi sembra di capire - intende una condizione che diventa quasi una responsabilità: questo siamo, questo dobbiamo fare, a dispetto delle circostanze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La storia, ripeto, è disperata rispetto al senso comune di ciò che può essere la speranza. Eppure non è disperata. Il finale mostra una possibilità che non è un lieto fine, che non è una speranza, ma che è un senso. Un senso possibile delle cose. Quel senso che – ma qui sono io che parlo, non McCarthy - è come il tappeto: visto da sotto appare puro caos, visto da sopra mostra un disegno; e per vederlo devi andare fino in fondo, senza pretendere di comprenderlo prima. La chiamano fede.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Recentemente ho letto un altro libro di McCarthy, “Sunset Limited”. A differenza de “La Strada”, è un libro a tratti esilarante, grottesco, teatrale. Eppure condivide lo stesso schema: bianco/nero. vita/morte, gli estremi a confronto senza alcuna ambientazione, senza narrazione, la riduzione della vita ai suoi estremi opposti. Ciò che trovo grande in quest’autore, anche se di una grandezza difficile da portare, è il profondo rispetto per la realtà e per l’uomo, in tutte le sue possibili e contraddittorie espressioni. In ogni suo libro rifugge dalla tentazione di dare una risposta. Di indicare una via d’uscita, o la sua scelta. Affianca le due alterative e le mostra con la spietata immediatezza della verità. Da una parte la mancanza di senso. Dall’altra la possibilità di un senso, mai detto, mai colto, ma percepito, intuito: qualcosa che non so spiegare se non come la mia esperienza dell’eucarestia, che da anni prendo ogni domenica pur senza riuscire a comprendere il significato, pur senza riuscire a viverne la profondità, ma sentendo che non posso rinunciarvi senza aver perso qualcosa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto altrimenti, non offre risposte - che videntemene non ha - ma le sue domande. Questo, per me, è un maestro. E un uomo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora a chi piace consiglio:&lt;br /&gt;- Cormac McCarthy, 2006, “Sunset limited”, Einaudi, 10 € (si legge in un’oretta)&lt;br /&gt;- Cormac McCarthy, 2006, “La strada”, Einaudi, 17 €&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-2246252177343602015?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/2246252177343602015/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/i-portatori-del-fuoco.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2246252177343602015'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2246252177343602015'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/05/i-portatori-del-fuoco.html' title='I portatori del fuoco'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-4136619620746593701</id><published>2009-04-26T19:51:00.000+02:00</published><updated>2009-04-26T20:08:53.763+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='l&apos;ultimo samurai'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='croce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='resurrezione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='matrimonio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><title type='text'>La responsabilità del custode</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SfSin1adpyI/AAAAAAAAABY/z_BiD_a0gKA/s1600-h/last+samurai+4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329063064322811682" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 124px; CURSOR: hand; HEIGHT: 93px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SfSin1adpyI/AAAAAAAAABY/z_BiD_a0gKA/s400/last+samurai+4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SfSiWQTiwKI/AAAAAAAAABQ/YxbOEwGB9Bg/s1600-h/last+samurai+4.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Questo week end abbiamo partecipato al matrimonio di una parente. Nell’insieme classico e – triste dirlo – piuttosto noioso, mi ha colpito il prete: uno spagnolo sui sessant’anni, magro, sanguigno, che ha detto poche cose, come pietre.&lt;br /&gt;Ha riassunto in pochi semplici concetti il senso di essere sposi, le cose che fondano e mantengono vivo negli anni un matrimonio: l’amicizia tra gli sposi, una cosa che ogni giorno di più scopro con mia moglie quando le confesso che lei è certamente la mia migliore amica; la trasparenza, come una pratica di condivisione e rigenerazione quotidiana della fiducia e dell’aiuto reciproci; e l’umiltà, di accogliere ciò che la vita porta senza pretendere di dominarla.&lt;br /&gt;Diceva le cose con semplicità e fermezza, guardando i due sposi con occhi profondi, come un padre che desse le ultime raccomandazioni ai figli sulla soglia di casa. Me lo vedevo intento, con una mazza, a piantare i picchetti attorno a questa giovane coppia per dare loro fondamenta solide, per difenderla: dalle bordate della vita, dalle proprie debolezze, dalle illusioni. Ho sentito – devo dire “per una volta” – un prete che si è preso la responsabilità di custodire la verità e le persone, dicendo cose anche scomode. Come quando ha detto “e mi raccomando, le famiglie se ne stiano fuori. Ho visto più matrimoni fallire per i suoceri e le suocere che per problemi tra gli sposi”.&lt;br /&gt;Oooh, l’ha detto! Finalmente un prete che dice quello che c’è scritto nel Vangelo (per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre) senza indulgenze, senza giri di parole, additando chiaramente il lato scomodo da dire ma che c’è e se non detto agisce. Lui si è preso la sua responsabilità e con lui – ora che è stato detto - se la prendessero anche i genitori. E per dare il metro, ha raccontato del suo ultimo incontro con la madre ottantenne, che sulla soglia di casa mentre lui la salutava, evidentemente per l’ultima volta, vedendolo piangere gli disse: “I figli che ho fatto sono di Dio, mica miei: vai!”&lt;br /&gt;Ma la cosa che più mi è piaciuta e mi ha colpito è stata l’ultima. “Quando avrete dei problemi - ha detto - non andate dai genitori, né dagli amici o dallo psicologo o da altri. Andate lì, di fronte alla croce, insieme”. Insieme, di fronte a Cristo crocefisso. Lì troverete le risposte che vi servono. Non da altri, non da specialisti, non da consiglieri. Anche voi, soprattutto voi, prendetevi la vostra responsabilità: quando vacilli, non andare a cercare vie di uscita, “stacci dentro”, insieme, e attraversa la tua tempesta con la fedeltà nel cuore. Verso tua moglie (tuo marito) come verso Dio.&lt;br /&gt;Ognuno di noi è custode.&lt;br /&gt;Immagino che qualche specialista avrebbe da ridire sui consigli di questo prete: se hai un problema vai dallo psicologo, non davanti alla croce! Credo però che il senso fosse un po’ meno letterale e un po’ più profondo. Vai dove vuoi, ma non dimenticarti di andare di fronte a te stesso. Non dimenticarti di farlo con tua moglie. E non cercare di aggirare la prova, perché quella è tua, non c’è niente da fare. Abbi fede in te stesso e nella vita, non affrontarla come una malattia da curare ma col coraggio di viverla. Tu sei il custode della vita che ti è stata data, tu sei l’unico che può portarla a completezza, scoprirne il mistero, svelarne il risvolto imprevisto dietro l’apparente sconfitta. Tu sei l’unico che può risorgere dalla tua morte!&lt;br /&gt;Mi torna in mente la scena finale de “L’Ultimo samurai” in cui il samurai, che sta morendo nella sua battaglia apparentemente assurda, per rispondere alla domanda che si era posto “come sono i fiori di ciliegio” dice sorridendo “&lt;em&gt;sono tutti perfetti&lt;/em&gt;”.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-4136619620746593701?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/4136619620746593701/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-responsabilita-del-custode.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4136619620746593701'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/4136619620746593701'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-responsabilita-del-custode.html' title='La responsabilità del custode'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/SfSin1adpyI/AAAAAAAAABY/z_BiD_a0gKA/s72-c/last+samurai+4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-257524482686279910</id><published>2009-04-20T19:57:00.000+02:00</published><updated>2009-04-20T20:10:57.081+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='trasformazione'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='superuomo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='felicità'/><title type='text'>La trasformazione</title><content type='html'>Continuo a sviluppare un discorso che si va dipanando involontariamente post dopo post, come una riflessione ad alta voce che parte da me ma non riguarda solo me e che voglio condividere con voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Periodicamente riguardo il percorso della mia vita e la domanda che spesso mi pongo è “&lt;em&gt;cos’ho cercato? cos’ho trovato?&lt;/em&gt;”. A volte nel tempo la risposta cambia.&lt;br /&gt;Quando iniziai il mio percorso non ero felice: mi mancava una compagna, mi sentivo distante dalle persone, soprattutto mi sentivo solo dentro. L’eccitazione professionale e intellettuale mi tenevano “acceso”, ma in fondo non compensavano né la solitudine né più in profondità la sensazione di essere inadeguato. Spesso la vivevo come “essere incapace di…”. In effetti oggi direi che era la sensazione di essere immaturo, di aver paura di crescere. Cose comuni a molte persone che ho incontrato negli anni e che, come loro, per molti anni non avevo visto o non avevo voluto vedere perché generavano sofferenza: un amico raccontava dei sabati notte in cui tornava a casa e diceva “ancora un altro giorno passato invano”…e io sentivo di conoscerla questa cosa.&lt;br /&gt;La scelta di iniziare un lavoro su di me fu la scelta di guardare in faccia quest’ombra. Una scelta che nasceva dall’aver superato una soglia di dolore, dal sentire che la verità non poteva fare più male di quello che già provavo.  La speranza era ovviamente il cambiamento, “la guarigione”. Così è stato per me e credo per molti dei miei compagni di strada.&lt;br /&gt;Questo cambiamento lo intendevo come “superamento”: una specie di intervento chirurgico che rimuove il cancro e riporta a una condizione di salute. Superare la solitudine, superare la paura, superare il senso di inferiorità, etc etc … Durante i seminari di Arkeon guardavo le altre persone che mi sembravano “più avanti” di me e volevo essere come loro, volevo trovare quella forza, quella libertà, quell’apertura che sentivo di non avere. Lavorando su di me avrei trovato le cose che mi tenevano fermo, avrei sciolto i nodi che mi legavano e la libertà interiore conquistata sarebbe diventata benessere fisico, psichico e sociale: forza, sicurezza, amore, successo. Me lo dicevo con parole che sentissi meno “volgari” (trovare la mia forma fisica, pienezza nelle relazioni, espressione della mia creatività) ma in effetti erano quello. &lt;em&gt;Il superuomo.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Guardando indietro mi accorgo che questo superamento era più banalmente una “fuga da”: fuga dalla solitudine, fuga dalla paura. Fuga da me stesso. Una fuga in avanti, ma pur sempre una fuga. Quel “superuomo” non ero io, era la negazione di me. Era il modo di cancellare ciò di me che non amavo, di sbarazzarmi del "fratello brutto" che avevo dentro. Riguardando a quei giorni era palese come usassi quegli strumenti del lavoro per sentirmi forte, superiore. E infatti, invece che cercare di conoscere me, mi applicavo a giudicare gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credo che questo fraintendimento sia stato molto comune nei seminari, così come credo sia molto comune in genere. La volontà di cambiare non significa conoscere se stessi ma disfarsi dei problemi, cioè cambiare gli altri, acquisire un potere su di loro (vero o presunto che sia). No è attraversamento del dolore, accoglienza di sé,apertura alla vita, ma negazione del dolore, negazione di sè, barricamento contro la vita. Quando poi i nodi vengono al pettine e quella via di crescita personale mi porta a diminuire, quando quella via di espressione di me mi pone di fronte al mio fallimento, diventa dura abbozzare. Se non ho imparato ad accogliere me stesso, gli altri e la vita come sono, se non ho accettato di prendere il posto che mi aspetta e non quello che desidero, allora sale una rabbia feroce, un senso di frustrazione, di tradimento. Non potendo riconoscere che io sono quello che sono e non qualcos’altro, devo “scaricare il pacco” a qualcun altro, colpevole di avermi illuso e portato sulla strada che mi ha mostrato proprio ciò che volevo cancellare.&lt;br /&gt;Questo non ha nulla a vedere col fatto che qualcuno mi abbia effettivamente illuso. Tornando all’esempio di &lt;a href="http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-croce.html"&gt;Giuda&lt;/a&gt;, lui cercava un re mondano e l’aveva trovato in Gesù. Era piuttosto evidente che Gesù non lo fosse, tutti i suoi atti oltre che le sue parole lo testimoniavano. Ma lui cercava un re mondano capace di liberare Israele dai Romani e Gesù era il candidato perfetto, quindi non poteva dire di no. Così quando Gesù si riconferma il re di un altro regno, Giuda non può seguirlo, né può semplicemente lasciarlo per cercare un altro re, ma deve punirlo e umiliarlo perché Giuda gli aveva affidato i propri sogni e lui non li ha saputi incarnare. &lt;em&gt;La teoria del plagio è un modo semplice per dire che non sono io che volevo fregare la vita usando i tarocchi, ma sei tu che hai fregato me.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli anni ho visto molte persone rinnegare non il percorso di Arkeon, ma il proprio percorso. Accusare i propri maestri di averli truffati o perlomeno illusi. Deriderli e odiarli perché non erano questa o quell’altra cosa. Dall’avvio della campagna mediatica contro Arkeon, ovviamente, questo numero è aumentato esponenzialmente. Non nego, non l’ho mai fatto, che a volte nei seminari ci fosse una “spinta al superamento”, una ricerca del riscontro del lavoro nei risultati eccessiva; ne fa parte – nel mio giudizio - quella ricerca del “testimonial” e del “garante” che in molti hanno rimproverato a Vito. Ma è anche vero – e questo è stato per me il dono più prezioso di Arkeon – che negli anni ho visto il lavoro dei seminari cambiare con le persone, ho visto scemare questa spinta egoica e crescere invece una ricerca di umiltà e servizio che avevo nel cuore e che ha avvicinato molti a questo percorso. Ho visto le persone “che avevano i coglioni” non accogliere quella spinta ed opporvi la propria umiltà, anche nel dolore.&lt;br /&gt;Dico anzi che ciascuno è responsabile delle proprie scelte e se qualcuno si è fatto trasportare dal “superamento di sé” credendo di aver trovato la strada del successo, tanti invece hanno sempre mantenuto i piedi ben a terra. E dico anche che quelli che hanno parlato di esaltazione e di ricerca del profitto erano gli esaltati che speravano di aver trovato la via del profitto e che il fuoco sacro del savonarola che oggi li divora nasce da una cocente delusione dei loro appetiti, come per Giuda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente in questi anni rispetto alla mia vita personale ho dovuto fare i conti con rapide salite e rapide discese, con cocenti disillusioni dei miei sogni più profondi e umani oltre che delle mie ambizioni. Oggi mi trovo a portare alcune ferite dolorose nella carne, a chiedermi perché Dio mi abbia concesso alcuni talenti per poi frustrarli in manirea così evidente. Di fronte alla crescita di altri c’è stato un tempo in cui mi sono chiesto se il MIO lavoro nei seminari non fosse semplicemente fallito: oggi posso dire che non è stato così, che i seminari non mi hanno portato da nessuna parte ma mi hanno semplicemente lasciato lì, aiutandomi ad essere ciò che ero, più autenticamente. E se mi guardo allo specchio, vedo un uomo di cui posso fidarmi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-257524482686279910?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/257524482686279910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-trasformazione.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/257524482686279910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/257524482686279910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-trasformazione.html' title='La trasformazione'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-5784316842761416864</id><published>2009-04-10T16:17:00.000+02:00</published><updated>2009-04-10T16:30:54.992+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='croce'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='abuso'/><title type='text'>La croce</title><content type='html'>L’interessante dibattito in corso sul blog di &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/04/08/il-tradimento-di-giuda/"&gt;Fioridarancio &lt;/a&gt;mi suggerisce una riflessione che stava maturando sullo sfondo della Pasqua, di tanti avvenimenti in corso nella vita mia e delle persone che amo. Lì puntavano tante riflessioni nei miei post precedenti. Per non ripetere cose già dette da altri, invito chi volesse leggere questo post a rileggere prima brevemente i commenti al post di Fioridarancio (poi mi paghi le royalties, ok?).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutte le posizioni espresse trovo molti argomenti condivisibili. Credo che tra “la linea netta” che secondo &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/04/08/il-tradimento-di-giuda/#comment-689"&gt;S&amp;amp;P&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/04/08/il-tradimento-di-giuda/#comment-691"&gt;Cosimo &lt;/a&gt;distingue Pietro da Giuda e la simile umanità che secondo &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/04/08/il-tradimento-di-giuda/#comment-687"&gt;Pulvis &lt;/a&gt;li accomuna ci sia &lt;strong&gt;la croce&lt;/strong&gt;.&lt;br /&gt;Pietro dice di esser disposto a seguire Gesù, ma ancora non sa che ciò significa portare la croce; quando questa si avvicina, lui tentenna, sfugge, ma alla fine si risolve e l’abbraccia: prima metaforicamente poi effettivamente. Giuda invece non contemplava alcuna croce nella sua idea di cristo e quando questa arriva rifiuta sia essa che Gesù, arrivando a denunciarlo per aver tradito le speranze che aveva riposto in lui (senza che lui mai le avvalorasse, anzi).&lt;br /&gt;Credo anche – ma qui mi spingo certo oltre i miei limiti – che la differenza tra Pietro e Giuda di fronte alla croce si riconfermi nel momento in cui incontrano il proprio fallimento: Pietro piange calde lacrime di mortificazione, dalle quali nascerà l’abbraccio della propria croce; Giuda si suicida, rifiutandosi di farsi testimone della croce e quindi sfuggendola una seconda volta. Come non accettava il “fallimento” di Gesù, così non può accettare il proprio fallimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è già stato detto da altri, tante persone come Pietro si sono sfilate o mantenute a distanza di fronte alla vicenda di Arkéon. Alcuni invece hanno scelto la posizione di Giuda, denunciando il falso per avere la punizione di Vito. Perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si badi bene che ciò non riguarda solo Arkéon, anzi. Accade anche in molti altri casi che si possono leggere in rete, guardando ad esempio le storie riportate sul sito &lt;a href="http://www.falsiabusi.it/"&gt;Falsi abusi&lt;/a&gt;. Anche in questi casi, come nel nostro, si incontrano dei Giuda. Ma soprattutto si incontrano “professionisti” (psicologi, pubblici ministeri, assistenti sociali, poliziotti, …) che intervengono nelle relazioni familiari con modalità devastanti ed agghiaccianti, senza cercare la composizione e il superamento delle ferite, bensì il loro risarcimento; invocano, reclamano, pretendono la punizione esemplare, ponendosi al fianco delle vittime come paladini e non accompagnandole “a casa” (quale che sia di volta in volta casa); e a questo fine fomentano, rinfocolano la rabbia, il dolore, perché i colpevoli siano puniti, tacciando di viltà quelli che non denunciano, arrivando talvolta addirittura a forzare le persone perché “dicano ciò che sanno” finendo in effetti per far dire loro ciò che non volevano (si legga in proposito la vicenda del &lt;a href="http://www.falsiabusi.it/brescia/sorelli/sorelli1.html"&gt;caso Brescia&lt;/a&gt;). &lt;strong&gt;Il dolore non va trasformato: va risarcito!&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda è perché?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un suo bel post &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/04/08/arkeon-era-lo-spazio-per-fare-il-punto-padri-madri-e-figli/"&gt;S&amp;amp;P&lt;/a&gt; dice “&lt;em&gt;quanto spazio resta al professionismo delle relazioni familiari se padri e figli si parlano e si incontrano, se lo stesso accade a madri e figlie, ai mariti e alle mogli?”.&lt;/em&gt; Ancora una volta non so cosa volesse dire S&amp;amp;P, parlo quindi di come io intendo le sue parole.&lt;br /&gt;Certo ci sono interessi in tutto questo: perché alcune caste professionali vogliono il monopolio del dolore e lo difendono da qualunque cosa possa ai loro occhi sottrarglielo; e perché il dolore delle persone lo si può cavalcare vendendo loro amuleti portafortuna e tarocchi così come cause giudiziarie. Questo aspetto pesa e tanto. Ma non posso scrollarmi di dosso la sensazione che la mole di rabbia, crudeltà, determinazione, ferocia che alcune di queste persone mettono nel loro sgomitare per un posto al sole sia eccessiva rispetto ad un semplice obiettivo di profitto. C’è dell’altro, del personale.&lt;br /&gt;Perché è uno scandalo se madri e figlie si incontrano dopo essersi ferite, se padri e figli parlano dopo essersi combattuti, se mariti e mogli di ritrovano dopo essersi “uccisi”? Perché il dolore non può essere attraversato e trasformato? Cosa succede se le persone attraversano le proprie ferite per comprendere quelle dell’altro, se vittima e carnefice riescono ad incontrarsi come persone manovrate l’una contro l’altra da un dolore che nasceva altrove?&lt;br /&gt;Un dolore devastante. Da cui rinascere. Un parto.&lt;br /&gt;Personalmente mi inchino di fronte a questo e ascolto. Posso però immaginare che ciò sia inaccettabile ad alcuni. Probabilmente a chi quel passo non l’ha compiuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Immaginate A in cima a una rupe, impossibilitato a scendere, solo con B.&lt;br /&gt;E immaginate che ad un certo punto A dica:&lt;br /&gt;&lt;em&gt;A: “Io ci provo, forse morirò ma ci voglio provare! Tu che fai?”&lt;br /&gt;B: “No, sei matto, io non vengo!”&lt;br /&gt;A: “Sei sicuro? dai!”&lt;br /&gt;B: “NO, NON VENGO!”&lt;br /&gt;A: “Allora vado io. Perdonami. Addio!”&lt;br /&gt;B: “NO NON ANDARE”&lt;br /&gt;A: “Ho scelto. Addio”&lt;br /&gt;B esita, piange, grida…poi lo spinge giù dal dirupo.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Se non posso superare la mia prigione, meno ancora posso permetterti di uscirne lasciandomi solo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-5784316842761416864?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/5784316842761416864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-croce.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5784316842761416864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5784316842761416864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/la-croce.html' title='La croce'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-7561851992343489961</id><published>2009-04-06T20:26:00.000+02:00</published><updated>2009-04-06T20:33:25.230+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestro'/><title type='text'>Onegai shimas</title><content type='html'>La sensazione – mia personale – è che in questi giorni si sta sviluppando, nel “cerchio dei blog”, un interessante giro di condivisioni, che parla di tante cose ma che mi fa pensare alla figura del maestro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maestro non è – secondo me – qualcuno che insegna. E’ qualcuno attraverso cui si impara.&lt;br /&gt;Maestro non sono io a dirlo di me (sarebbe una bella presunzione), ma è qualcosa che tu trovi in me.&lt;br /&gt;In un &lt;a href="http://klee2009.blogspot.com/2009/03/il-senso-delle-cose.html"&gt;mio post&lt;/a&gt;, parlavo di maestro a proposito del dolore. &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/04/03/varcare-una-soglia/"&gt;Fioridarancio &lt;/a&gt;ha fatto riferimento al peccato. &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/04/05/la-lezione-di-pietro/#comments"&gt;Sudorepioggia &lt;/a&gt;all’errore. &lt;a href="http://sertan.splinder.com/post/20246118/Metamorfosi"&gt;Fuoco tribale &lt;/a&gt;al suo nuovo lavoro, ai suoi clienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure il dolore può essere sterile, il peccato può devastare, l’errore può essere fatale, il cliente può essere “muto”. Cos’è che rende “maestri” questi accidenti?&lt;br /&gt;Direi la mia capacità di ascolto.&lt;br /&gt;La mia scelta di ascolto. Quel click che ti fa dire, dentro di te, parlando al tuo dio, “cos’è che sbaglio, cos’è che non riesco a vedere, dove posso cambiare?” invece di gridare “perché succede questo? perché a me? Perché gli altri sono cattivi?”.&lt;br /&gt;Chiamo tutto ciò “&lt;em&gt;affidamento&lt;/em&gt;”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Affidamento era una parola che usavamo molto in Arkéon per descrivere il rapporto col maestro. Qualcuno lo ha inteso (o lo ha declinato) come fiducia in. Qualcuno come dipendenza. Personalmente ho sempre pensato che l’affidamento non fosse nei confronti del maestro, ma della vita: la fede, non necessariamente religiosa, che gli eventi abbiano un senso e che possiamo scegliere non di cercare di cambiare gli eventi ma di lasciarli entrare per vedere dove mi portano, cosa vengono a dirmi. Un concetto di equilibrio con l’esistenza, se si vuole, in cui la spinta degli eventi e la controspinta delle azioni possano essere una danza e non una lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tutto questo il maestro è spesso solo uno strumento, la leva che scelgo per alzare il coperchio della mia resistenza o della mia cecità. Io non cerco il maestro, cerco me. Non mi interessa com’è fatto il maestro, mi interessa come sono fatto io. La mia ricerca non dipende da lui, la mia comprensione non dipende da lui. E se maestro può essere il dolore, il peccato, l’errore, allora certamente può esserlo anche un uomo, un qualunque uomo, il meno dotato, il meno giusto, come il più santo e grande.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tante cose vorrei dire su questo argomento…ma spero che qualcuno voglia aggiungere i propri pensieri, le proprie esperienze.&lt;br /&gt;Per ora, ringrazio i miei maestri.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-7561851992343489961?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/7561851992343489961/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/onegai-shimas.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/7561851992343489961'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/7561851992343489961'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/04/onegai-shimas.html' title='Onegai shimas'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-2153021906281195420</id><published>2009-03-31T19:02:00.000+02:00</published><updated>2009-04-02T20:16:23.856+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='senso'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='padre'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cerchio'/><title type='text'>Il senso delle cose</title><content type='html'>Voglio riprendere qui e sviluppare un discorso cui ho già accennato con alcuni miei commenti sia sul blog di &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/03/30/perche-freud-e-la-chiesa-sono-finiti-dalla-stessa-parte/#comments"&gt;Sudore&amp;amp;pioggia &lt;/a&gt;sia su quello di &lt;a href="http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/31/il-buon-cittadino-si-forma-a-teatro/#comments"&gt;Risè&lt;/a&gt;. Il discorso sul "senso delle cose”. Nasce da domande che mi pongono la mia vita, da esperienze che ho attraversato o sto attraversando, e che vorrei condividere con altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando anni fa iniziai il mio percorso di ricerca personale non aveva idee chiare circa ciò che cercavo: era un’inquietudine. L’unica certezza – e ne ero ben consapevole - era la forza con cui fin da bambino mi inseguiva la parabola dei talenti: la consapevolezza che mi erano stati dati dei talenti e che un giorno mi sarebbe stato chiesto conto di come li avevo utilizzati. A quel tempo, ovviamente, ciò non era collegato al senso del tempo che passa e delle opportunità che si porta via, ma solo e semplicemente al senso della mia personale responsabilità: Dio mi ha dato i talenti ma usarli dipende solo da me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa domanda tornò ovviamente con l’arrivo dei vent’anni e con le domande sul mio futuro: ormai cominciavo a sentire la possibilità di incidere sulla vita con le mie scelte e a vedere che di lì a poco avrei incontrato dei bivi potenzialmente definitivi. Le domande che nacquero presero molte strade diverse, fino a portarmi anni dopo a quell’esperienza determinante che per me è stata Arkéon.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quegli anni è cominciata la mia “&lt;em&gt;lotta con la vita&lt;/em&gt;”, fatta di sogni e progetti, alcuni realizzati, altri in corso, altri frustrati, anche in maniera dolorosa. E in questa lotta ho scoperto che il vero risultato non sono gli obiettivi raggiunti o mancati (banali come i soldi o importanti come la felicità o la famiglia) ma la capacità di “&lt;em&gt;dare senso&lt;/em&gt;” alle cose. Meglio: di “&lt;em&gt;accogliere&lt;/em&gt;” il senso delle cose. Non è detto che sia il senso che cercavo. Non è detto che sia come lo immaginavo. Ma posso accogliere che le cose possano avere un senso che va al di là di me perché viene da prima di me. Che mi trascende. Per me tutto ciò ha a che fare con la fede, ma credo che anche in una visione laica possa esistere la “fede nella vita”, l’”apertura alla vita”. Un passo della Bibbia a me molto caro dice “&lt;em&gt;Attraversando la valle del pianto la cambia in sorgente&lt;/em&gt;” (Sal 84, 7-8): è questo che intendo. E’ quell’accettare il dolore come parte della vita, per cercarne l’insegnamento, di cui parlavo nel mio post sul &lt;a href="http://klee2009.blogspot.com/2009/03/guerrieri-e-vittime.html"&gt;guerriero e la vittima&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In quest’ottica la vita perde i connotati della lotta col destino, del lavoro di Sisifo, della corsa contro il tempo, per diventare l’opera della mia vita, tanto grande quanto minuscola. La certezza che Dio ha chiesto proprio a me di portare questa piccola goccia nel mare. In alcuni momenti ciò mi fa sentire che il dolore è una carezza ruvida di Dio, che in silenzio mi osserva e mi sostiene mentre muovo i miei piccoli passi di uomo. E scopro che, un po’ alla volta, nel tracciare quotidianamente il bilancio della mia vita la domanda è sempre meno “sono soddisfatto?” e sempre più “chi sei tu? Chi sono io”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo senso, in questo percorso, Arkéon è stato per me determinante. Sì, per alcuni strumenti che mi ha dato, per la conoscenza di alcuni meccanismi dell’anima, automatismi del cuore, leggi collettive non scritte che regolano le vite umane. Ma soprattutto perché mi ha offerto un cerchio dove sedermi, conoscere gli altri e me stesso. Dove poter guardare nella vita altrui tutto ciò che non riuscivo a vedere della vita mia. Dove poter ascoltare il grido della mia anima, che credevo di dolore e invece era di vita. Dove poter accogliere da altri uomini gli insegnamenti che non avevo saputo accogliere da mio padre, per imparare il ritorno da lui e cominciare la mia vita da uomo. Dove condividere un pezzo di strada.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho portato in Arkéon un cuore di pietra e mi ha ridato un cuore di carne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-2153021906281195420?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/2153021906281195420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/il-senso-delle-cose.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2153021906281195420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2153021906281195420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/il-senso-delle-cose.html' title='Il senso delle cose'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6584692314070317843</id><published>2009-03-27T11:40:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:18:02.152+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='DiMarzio'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Martini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Anticult'/><title type='text'>Riflessioni sul mondo anticult</title><content type='html'>Voglio qui riprendere uno spunto lanciato da Pietro Bono nel suo secondo blog &lt;a href="http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2009/03/gli-addetti-ai-lavori-e-arkeon-26-3.html"&gt;Step by step&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questi mesi, a partire dalle vicende che hanno coinvolto Arkéon, si è sviluppato un intenso dibattito nel e sul mondo anticult italiano. Per chi volesse “riavvolgere il nastro” dedicandoci un’oretta di tempo, molte informazioni si possono trovare nei pochi interventi presenti sul blog di &lt;a href="http://pietrobono.blogspot.com/"&gt;Pietro Bono&lt;/a&gt;, su quello della d.ssa &lt;a href="http://raffaelladimarzio.blogspot.com/"&gt;DiMarzio&lt;/a&gt;, sul blog di &lt;a href="http://covilt.myblog.it/"&gt;Covilt&lt;/a&gt;, nonché alla voce “Perché è caduto Allarme Scierntology” del newsgroup di &lt;a href="http://groups.google.com/group/free.it.religioni.scientology/browse_thread/thread/7f17d10cf4c3a52a#"&gt;Firs&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’insieme di queste testimonianze rappresentano un quadro desolante, caratterizzato prevalentemente da forte litigiosità e aggressività, mancanza di effettivo spessore accademico e professionale, omertà ambientale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una rapida scorsa ai blog indicati evidenzia come i pochi protagonisti della scena anticult italiana abbiano spesso condiviso un pezzo iniziale del proprio percorso di servizio o di formazione, come nel caso di Radoani, Caparesi e Santovecchi che hanno collaborato con la Tinelli e il Cesap, la Tinelli che a sua volta ha collaborato a suo tempo con il Gris, etc etc. In un ambiente povero di mezzi e persone, ciò avrebbe dovuto favorire la crescita per aggregazione al fine di mettere insieme forze, mezzi ed esperienze. Viceversa i protagonisti del settore continuano a operare in strutture minimali, poco più che monopersonali, spendendo tante energie in lunghe e a tratti violente liti interne all’ambiente anticult, come nel caso esemplare degli scontri che hanno opposto in rete e talora anche in sede giudiziale la Tinelli e diverse sue ex collaboratrici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A prima vista i toni e i modi di questi scontri farebbero derubricare il tutto alla voce “beghe personali”. Ma sarebbe un errore, come dimostra chiaramente il violento ostracismo che ha colpito in diversi momenti persone che hanno cercato di mettere in discussione dall’interno l’ambiente stesso su questioni di metodo, di competenza, di approccio ai problemi: esemplari sono i casi della DiMarzio e di Martini. Queste persone sono state ignorate e criticate dall’ambiente anticult per aver messo in discussione non tanto i concetti di plagio, lavaggio del cervello o settarismo, ma la loro applicazione semplicistica e aprioristica, in assenza di una conoscenza diretta delle persone e dei gruppi oggetto di tali accuse. Addirittura l’aver preso contatti con sostenitori di posizioni diverse come il Cesnur in Italia alla ricerca di strumenti e confronti ha reso le due studiose oggetto di accusa di “apostasia” da parte dell’ambiente di provenienza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo fatto suggerisce che la conflittualità dell’ambiente anticult non è un problema di “beghe interne” e di “panni sporchi da lavare in famiglia”, come qualcuno ha inteso dire su Firs, bensì è un problema strutturale di incapacità di confronto con posizioni diverse dalle proprie. Incapacità custodita dall’assenza di un codice di autoregolamentazione, di un’associazione di categoria, di una scuola di formazione o insomma di qualsiasi elemento che garantisca una possibilità di confronto, trasparenza ed evoluzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda che mi e vi pongo allora è questa: un ambiente che non sa confrontarsi internamente su posizioni diverse in merito al plagio, al lavaggio mentale, al concetto di setta; che non sa dibattere sull’opportunità e sulle modalità per dialogare non solo con le vittime delle sette ma anche con i membri delle sette; che tratta con dileggio e disprezzo l’approfondimento scientifico e culturale della materia; che aggredisce pubblicamente e giudizialmente chi prova a “dialogare col nemico”…un simile ambiente che garanzie dà di lucidità e imparzialità nel trattare i casi che le vengono sottoposti? che garanzie dà di operare per la verità e non per la ricerca del colpevole a tutti i costi; che garanzie dà di promuovere la pacificazione interiore delle vittime e non la loro strumentale esasperazione? Se poi si considera che questi soggetti sono gli unici interlocutori dell’autorità di polizia e giudiziaria nel gestire segnalazioni e denunce, possiamo ben capire i rischi celati dietro tutto ciò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell’aprire questo mio blog scrivevo che non posso conoscere l’altro se non conosco prima me stesso. E scrivevo che inevitabilmente il tentativo di ciascuno di esplorare se stesso percorrendo vie diverse da quelle già battute incontra una resistenza da parte dell’ambiente di provenienza, che nel nostro cercare vede messe allo specchio tutte le proprie paure e rinunce. Questo mi sembra quanto mai vero per questo mondo anticult, che più che altri è rimasto un mondo di individui proprio per l’incapacità di superare se stessi in una dimensione collettiva; che sembra proiettare sul mondo le proprie ansie, le proprie modalità manipolative e settarie, la propria incapacità di agire alla luce del sole.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto ciò è stato un doloroso ma utilissimo percorso di apprendimento per chi lo ha voluto accogliere. Spero solo che tra questi ci voglia essere anche qualcuno di questo mondo anticult.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6584692314070317843?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6584692314070317843/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/riflessioni-sul-mondo-anticult.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6584692314070317843'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6584692314070317843'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/riflessioni-sul-mondo-anticult.html' title='Riflessioni sul mondo anticult'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6399751136705044024</id><published>2009-03-24T20:23:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:18:30.195+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Emmaus'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Verità'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerriero'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Vittima'/><title type='text'>Guerrieri e Vittime</title><content type='html'>Stamane mi hanno colpito due post di &lt;a href="http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/03/23/rompere-il-sacro/"&gt;Sudorepioggia &lt;/a&gt;e di &lt;a href="http://fioridiarancio.wordpress.com/2009/03/23/larchetipo-funzionante/"&gt;Fioridarancio&lt;/a&gt;, perché hanno molto a che fare con ciò di cui volevo scrivere. Il secondo in particolare tocca uno degli aspetti fondamentali della nostra esperienza con Arkéon, ma credo più in generale dell’esperienza umana: la ricerca della verità, l’incontro col dolore e la risposta. E lo fa attraverso la lente di due archetipi dominanti: il &lt;em&gt;Guerriero&lt;/em&gt; e la &lt;em&gt;Vittima&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia il Guerriero che la Vittima hanno una relazione col dolore, ma diversa sia nell’approccio che nell’esito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Guerriero affronta il dolore, lo attraversa, lo porta.&lt;br /&gt;In questo percorso il Guerriero muore nel dolore, superandolo: attraverso il dolore si trasforma in Re Saggio, portando comprensione nel proprio cuore.&lt;br /&gt;Possiamo anzi dire che è Guerriero non chi combatte, ma chi accetta il dolore come strumento di trasformazione e conoscenza e quindi come veicolo di senso.&lt;br /&gt;Lasciandosi trasformare dal dolore, il Guerriero trasforma il dolore. &lt;a name="OLE_LINK1"&gt;In questo modo &lt;/a&gt;il Guerriero mette il dolore al servizio del mondo, offrendo alla comunità la visione che ha costruito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per contro la Vittima subisce il dolore, lo rifiuta, ma in effetti identifica se stessa come “frutto del dolore”.&lt;br /&gt;La Vittima non muore nel dolore, ma nasce con esso e anzi morirebbe senza di esso: essa non supera il dolore ma lo mantiene come un’identità e un diritto di rivalsa, custodendo la rabbia nel proprio cuore.&lt;br /&gt;Possiamo dire che è Vittima chi subisce il dolore come un evento insensato, che dal nulla viene e al nulla porta.&lt;br /&gt;Non lasciandosi trasformare dal dolore, la Vittima non riesce a trasformare il dolore. In questo modo la Vittima mette il mondo al servizio del proprio dolore, trascinandovi dentro gli altri per colmare la mancanza di senso in cui è precipitata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo ha molto a che vedere con Arkéon quale strumento di ricerca della verità. Una verità che spesso non gratifica, che non semplifica, che non è la verità assoluta ma solo una maggior verità su di sé e sulla propria vita. Chi arriva a questo punto può dire di aver trovato “la propria verità”…oppure che non esiste nessuna verità e tutto era un bluff.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' chiaro che chi vive nell’assenza di senso non può accedere al sacro, deve anzi dissacrarlo e distruggerlo, come i militari del post di Sudorepioggia. Posti di fronte a tanti calici, costoro sceglierebbero come SacroGraal certamente una coppa preziosa, come fanno i cattivi nel terzo episodio di Indiana Jones, mentre non riescono a riconoscerlo nell’umile coppa di legno che sola poteva stare sulla tavola del figlio del falegname.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nulla ha più senso, tutto è fallito, tutto va cancellato. Giuda si è ormai impiccato.&lt;br /&gt;Invece la Chiesa nasce proprio lungo la strada di Emmaus, quando gli Apostoli – soli – ascoltano il calore nel loro cuore e si interrogano sul senso degli eventi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6399751136705044024?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6399751136705044024/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/guerrieri-e-vittime.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6399751136705044024'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6399751136705044024'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/guerrieri-e-vittime.html' title='Guerrieri e Vittime'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6950347291285740211</id><published>2009-03-23T21:34:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:19:02.259+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='blog'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tribù'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fuoco'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cenere'/><title type='text'>Fuoco e cenere</title><content type='html'>Quando ero piccolo mi capitò un’esperienza che ho sempre percepito come fondamentale.&lt;br /&gt;Ero a casa del mio cugino preferito e giocavamo insieme con i Lego. Io avevo portato i miei pezzi (pochi ma abbastanza nuovi) e lui i suoi (ancora meno e pure più vecchi). Il gioco era costruire ciascuno la propria astronave per poi fare insieme l’esplorazione spaziale e la battaglia contro i nemici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo che ciascuno ebbe finito di costruire la propria astronave coi propri pezzi, vidi che quella di mio cugino era venuta più bella: io avevo replicato uno stile che conoscevo e mi piaceva, ma il suo era un’altra cosa. Pensai che forse i suoi pezzi, per quanto meno numerosi e più opachi, fossero meglio assortiti e così gli proposi di scambiarcele. Lui accettò e, presa la mia, cominciò subito a modificarla. Il risultato fu che la mia astronave rifatta da lui era più bella della sua in mano mia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capii che aveva più talento.&lt;br /&gt;Ma soprattutto che il suo obiettivo non era fare una cosa bella, ma fare ogni volta una cosa diversa. Cercare. Scoprire. Non possedere il mondo, ma girarlo tutto.&lt;br /&gt;Mi sentii sciocco, gli chiesi quale voleva delle due e cominciammo a giocare, divertendoci.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando anni dopo in un seminario sentii dire “&lt;em&gt;nessuno può darmi ciò che non mi appartiene, nessuno può togliermi ciò che mi appartiene&lt;/em&gt;”, dentro di me riconobbi l’antico insegnamento di mio cugino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esperienza di questi anni, con il violento attacco ad Arkéon e alle sue famiglie, la chiusura dei seminari, la dispersione dei cerchi, ha amareggiato me come diversi altri. Eppure quella perdita ha dato a ciascuno la possibilità di chiedersi chi era, cosa voleva, e di lì per tutti tante cose sono venute: tra queste la parte a me più cara è l’esperienza dei tanti blog nati, di questo cerchio di persone libere che hanno scelto per sé e non per raggiungere qualcun altro; la possibilità di scorgere in ciascuno una fiamma diversa dello stesso fuoco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha creduto di spegnere quel fuoco, oggi ha solo cenere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vivo ringraziamento a Fioridarancio, Sudorepioggia, Pietro, Articolo21, Baraka, Fiducia34, Fuoco Tribale e tutti gli altri che hanno reso viva quella parola che allora mi sembrava un po’ ridicola: &lt;em&gt;tribù&lt;/em&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6950347291285740211?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6950347291285740211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/fuoco-e-cenere.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6950347291285740211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6950347291285740211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/fuoco-e-cenere.html' title='Fuoco e cenere'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-2318144744691838764</id><published>2009-03-22T16:03:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:19:31.220+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cesap'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Amanda'/><title type='text'>Amanda</title><content type='html'>Riporto qui un post estremamente interessante apparso tempo fa sul forum dell'aduc (&lt;a href="http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&amp;amp;L1=2800"&gt;http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&amp;amp;L1=2800&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo stesso post è inoltre riportato all'interno di un post più ampio, estremamente articolato e importante, pubblicato ieri sul nuovo blog di Pietro&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2009/03/grazie-voi-21-3-2009.html"&gt;http://stepbystepwalkingtogether.blogspot.com/2009/03/grazie-voi-21-3-2009.html&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi invito a visitarlo quanto prima e a prenderne piena visione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da: Amanda&lt;br /&gt;data: 18 Ottobre 2007&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Vorrei rispondere e spiegare alcune cose, spero bene.E normale attendersi che un ente dedito ad un lavoro delicato come quello del CESAP abbia un consiglio di controllo con personalita del tutto indipendenti ed autorevoli nel diritto o nella scienza. E naturale pensare che un lavoro di controllo tanto delicato non possa essere svolto a livello di consiglio da semplici volontari e che questi non possano avere interessi familiari e professionali in comune tra loro (3 su 4!), soprattutto con chi dirige l'attivita operativa. E normale nelle aziende, a maggior ragione in un ente di questo tipo.&lt;br /&gt;Non trovo poi piu il blog che ho citato e me ne scuso, ma neppure smentite o trasparenti spiegazioni dei metodi di azione, diciamo cosi, pre ed extra-giudiziali dell'ente CESAP. E un peccato che nessuno finora abbia voluto spiegare.Anche un contributo di critica interessante (psicologa di stato, etc) è sparito. Segnalo anche le preghiere dei neocatecumeni di non essere accomunati a coloro che adorano il maligno (e si sono macchiati di crimini orrendi), un'esigenza ovvia per cristiani, e trovo sconcertante la risposta dell'ente CESAP a questo proposito.&lt;br /&gt;In molti paesi in questi anni accanto alla continua attenzione ai gruppi definiti sette, visti pero nel quadro del diritto umano all'associazione e alla libera scelta (che credo sia anche la posizione del Ministero degli Interni ,,,), si e sviluppata molta attenzione anche ai cosidetti "witch hunters" (cacciatori di streghe). Questo forse perche dal MedioEvo abbiamo imparato a temere molto piu gli inquisitori, con i loro roghi facili (come quello politico di Giovanna Arco) che le streghe.&lt;br /&gt;Pochi forse qui sanno che le teorie tanto riportate dal CESAP di Margaret Singer sono state respinte dalla grande maggioranza degli esperti e psicologi americani come non vere, anche a livello ufficiale. Essi hanno anche trovato che i "fuoriusciti" dai gruppi che si impegnavano in gruppi "antisette" presentavano spesso sintomi patologici, al contrario di chi non lo faceva o che restava nei gruppi. Di conseguenza, le corti federali hanno rigettato del tutto le teorie del Dr. Singer che ha anzi dovuto ufficialmente ritrattare le sue posizioni. Non voglio discutere qui la bonta delle teorie di Margaret Singer, ma solo mostrare che esse non sono per nulla un sicuro riferimento - anzi una posizione isolata.&lt;br /&gt;Alcuni enti contro le sette non aiutano i "fuoriusciti" a superare dispiaceri o traumi ma continuano a mantenere in loro un odio inesauribile, invece di renderli critici, liberi e capaci di fare i conti con una scelta sbagliata, insistendo invece nel farli sentire vittime meritevoli e bisognevoli di un risarcimento non economico ma di punizione. Si osserva a volte che l'attaccamento al capo di questi gruppi antisette e ancora piu patologico che quello al capo del gruppo da cui sono usciti. Quanto osservo su questo sito e su quello del CESAP e molto preoccupante in qeusto senso.&lt;br /&gt;Normalmente la denuncia di crimini e un fatto individuale, gestito non da gruppi di cittadini. Persino gli utili telefoni per denunciare crimini contro i bambini non organizzano poi azioni extra-giudiziare ma affidano alla polizia la fase post-denuncia. Non accade questo con il CESAP.Alcun gruppi antisette infatti ritengono che il mondo non comprenda la gravita di quanto accade. Non gli basta la condanna di un individuo che ha commesso reati, ma vogliono la distruzione di tutti quanti li hanno feriti o delusi, o di chi non gli da ragione - anche quando questo non riguarda il diritto penale o civile.&lt;br /&gt;Essi quindi organizzano campagne di stampa, molto efficaci dove il giornalismo e poco attento, e poi vere e proprie campagne di persecuzione verso coloro che essi hanno imparato ad odiare (e il loro odio e continuamente rinfocolato da chi gestisce le loro apparizione televesive, i loro interventi). Quanti difendono il gruppo sono chiamati "plagiati" e la loro testimonianza viene del tutto screditata.Preoccupa vedere come un certo Paolo nel forum del CESAP e stato subito minacciato di prigione, arresti, quasi che appartenere al gruppo oggi oggetto degli attacchi sia un reato di per se. L'obiettivo e creare un clima di terrore.&lt;br /&gt;ANche se un gruppo e antipatico, o forse dice cose sbagliate, esso ha il diritto di riunirsi e di vivere liberamente. Spesso finisce il polverone con un assoluzione generale, non e successo nulla, o forse si scopre solo che non c era altro che qualche persona cattiva, tanta presunzione e un cattivo sistema di controlli. Ma il risultato e un grave danno per decine, centinaia di persone innocenti e piu soldi e fama per un ente "antisette".&lt;br /&gt;Ho forse capito che si discute di qualche "fuoriuscito" che ha poi finanziato la campagna del CESAP contro ARKEON. Molto spesso chi non riesce a raggiugnere posti di rilievo dentro il gruppo o viene espulso o frustrato, usa poi tutte le sue risorse per distruggere i precedenti compagni. E uno squallido ma comune spettacolo. Ma anche qui manca la trasparenza del CESAP (quanti soldi? con che vincoli? chi controlla?).&lt;br /&gt;La magistratura e anche la polizia non sono preparati a questo gioco e, come ha messo in luce qui qualcuno, non si preoccupa di infiltrare e forse di indagare a fondo: risulta effettivmaente che i seminari di ARKEON erano del tutto aperti.&lt;br /&gt;Non credo che nessuno, CESAP compreso, sia troppo in alto per non essere discusso."&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-2318144744691838764?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/2318144744691838764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/amanda.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2318144744691838764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2318144744691838764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/amanda.html' title='Amanda'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-129500944018665030</id><published>2009-03-21T17:53:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:20:20.634+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catalamessa'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Spirito'/><title type='text'>La legge che è lo Spirito</title><content type='html'>Da un provocatorio e divertente post di KeyserSoze su &lt;a href="http://groups.google.it/group/parliamo-di-arkeon/browse_thread/thread/460a270a50b28f86?hl=it#"&gt;Parliamo di Arkeon&lt;/a&gt;, riporto il link alla interessantissima predica di Padre Cantalamessa per la Quaresima 2009 &lt;a href="http://www.zenit.org/article-17613?l=italian"&gt;http://www.zenit.org/article-17613?l=italian&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non entro nel merito, non ne sono all'altezza. Mi limito solo a chiedermi come si possa accusare quest'uomo di coprire crimini immondi contro l'uomo e la verità. Quale ottusa follia possa concepirlo. E quale ottusa ricerca del profitto possa spingere una TV a farsi megafono di questo delirio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-129500944018665030?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/129500944018665030/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/la-legge-che-e-lo-spirito.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/129500944018665030'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/129500944018665030'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/la-legge-che-e-lo-spirito.html' title='La legge che è lo Spirito'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-5470308236965268063</id><published>2009-03-21T12:38:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:20:47.680+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='testimonianza'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brecht'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libertà'/><title type='text'>Per chi vuole esserci</title><content type='html'>"&lt;em&gt;Prima di tutti, vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista. &lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Un giorno vennero a prendermi e non c'era rimasto nessuno a protestare&lt;/em&gt;".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s. wikipedia, da cui ho tratto questa citazione, dice che "questa parafrasi della poesia di &lt;a title="Martin Niemöller" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Martin_NiemÃ¶ller"&gt;Martin Niemöller&lt;/a&gt; è spesso attribuita erroneamente a Brecht, che a maggior ragione non può esserne l'autore perché era marxista". Qualcuno spieghi a wikipedia cos'è l'ironia (tragica) e che esistono anche persone libere dalle proprie idee.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-5470308236965268063?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/5470308236965268063/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/per-chi-vuole-esserci.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5470308236965268063'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5470308236965268063'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/per-chi-vuole-esserci.html' title='Per chi vuole esserci'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-5499345953080183225</id><published>2009-03-21T12:02:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T12:19:55.053+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='maestro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vecchi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='futuro'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='canetti'/><title type='text'>I vecchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScTLh9EdFuI/AAAAAAAAABA/O7hLzqZUztM/s1600-h/nonno-con-nipote.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5315597244393395938" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 272px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScTLh9EdFuI/AAAAAAAAABA/O7hLzqZUztM/s400/nonno-con-nipote.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"&lt;em&gt;I vecchi mi hanno affascinato fin dagli anni più remoti della mia giovinezza. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Quando ero bambino gli correvo dietro e li guardavo pieno di meraviglia, e quelli che avevano tante cose da raccontare mi sarebbe piaciuto, aggrappandomi all'orlo della loro giacchetta, fare in modo che restassero per sempre. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Mi sentivo sgomento di fronte a quelli che erano troppo pigri per raccontare qualcosa, ai falsi vecchi, insomma, ai tipi che si addobbavano come se fossero vecchi e non lo erano. &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;Niente mi sarebbe piaciuto di più che essere un vero vecchio" &lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;"&lt;em&gt;La vecchiaia è una diminuzione solo per chi non sela merita. Uno si merita la vecchiaia solo se non si tira indietro, se non va in pensione, o se ci va soltanto per poi passare a un compito particolarmente impegnativo. Questo compito esige che si continui a vivere per tutti quelli che sono falliti, ma anche per tutti coloro di cui si intuisce che forse non falliranno"&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;(Elias Canetti, 1992, "La tortura delle mosche")&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-5499345953080183225?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/5499345953080183225/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/i-vecchi.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5499345953080183225'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/5499345953080183225'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/i-vecchi.html' title='I vecchi'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScTLh9EdFuI/AAAAAAAAABA/O7hLzqZUztM/s72-c/nonno-con-nipote.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-1048693002133801115</id><published>2009-03-20T17:03:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:17:28.939+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zen'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='psicologia'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='zucchine'/><title type='text'>Arkéon, la psicologia e l’arte di friggere le zucchine</title><content type='html'>Negli anni ’60-’70 vennero pubblicati una gran messe di libri intitolati “Lo zen e l’arte di …” dallo splendido “&lt;em&gt;Lo zen e l’arte della manutenzione delle motociclette&lt;/em&gt;” (Pirsig, Adelphi) al suggestivo “&lt;em&gt;Lo zen e l’arte del tiro con l’arco&lt;/em&gt;” (Herrigel, Adelphi) ad altri meno aulici (chi li conosce sa a cosa mi riferisco!). La deriva è stata imponente e, complice il feng shui e la crisi del made in italy tradizionale, ci troviamo ormai lo zen in cucina, in camera da letto, persino nel bagno!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di qui lo spunto del titolo semiserio di questo post, che vorrebbe in realtà parlare della deriva onnivora di una psicologia in crisi e della sua relazione con Arkéon, per l’esperienza che ne ho avuto. Partirò dal fondo, come lo zen.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando arrivai al mio primo seminario di Arkéon non sapevo esattamente cosa cercavo, ma ero certo di non volere seguire un percorso psicologico. Non per un pregiudizio nei confronti della psicologia, ma perché quello che cercavo era un’esperienza. Non volevo “esplorare le mie dinamiche interiori e comprenderne i legami con le figure genitoriali di riferimento”. Volevo togliere il bavaglio a quella parte di me che avevo addomesticato negli anni, volevo ascoltare ciò che il mio corpo e la mia anima potevano dirmi su un senso di falsità e di congelamento che sentivo dentro e che non sapevo da che parte approcciare. Non a caso in quegli anni iniziai anche un lavoro sul corpo. Chiedevo, in sostanza, di incontrarmi, di conoscermi, di ascoltarmi. Con le parole che io avevo da dirmi. Non volevo comprendere. Volevo LASCIARE USCIRE. E allora, come diceva il capitano Kirk in Star Trek, “Scott, più forza ai motori!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Con il senno di poi, l’esperienza avuta era quella che cercavo e non passa giorno senza che la benedica. Non voglio dire che fosse un’esperienza per tutti: neanche il matrimonio lo è. Ma a differenza del matrimonio lì era piuttosto semplice fermasi e andarsene, come ho visto fare in tanti anni ad alcune persone (4-5 in tutto nella mia esperienza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se poi ripenso ai miei compagni di percorso, alcuni venivano con un approccio come il mio. Molti altri venivano invece da precedenti esperienze dirette con la psicologia o la psicoterapia, qualcuno deluso, qualcuno contento ma in cerca di un approfondimento o semplicemente di una modalità diversa. Chi veniva ad Arkéon ci veniva perché non cercava la psicologia. E in quello che trovava non vedeva alcunché di psicologico, pur avendone avuto l’esperienza diretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Certo, in Arkéon si parlava di vissuto, di famiglia, di proiezioni. Credo di queste cose parlino anche gli psicologi. In effetti ne parlavano con me anche un mio amico frate, i miei genitori e qualche programma TV da poco. Poi si parlava anche di anima, di amore, di appartenenza: fin lì il frate e i genitori mi seguivano, degli psicologi ne restava qualcuno, sulla TV taccio. E poi si parlava di tradizioni, di riti, di benedizione, di fede interiore: qui devo dire il frate non ha retto, gli psicologi me li sono persi ma ho ritrovato la famiglia, più forte di prima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Detto questo e tornando alla psicologia, credo che il discorso sia stato un po’ ribaltato. Fin dall’inizio l’onere della prova è stato posto su Arkéon, che doveva dimostrare che ciò che faceva non era un lavoro psicologico, senza che peraltro gliene venisse concessa l’opportunità né la sede. In effetti, l’onere della prova dev’essere a mio modo di vedere ribaltato: è la psicologia che deve dimostrare se quello che faceva Arkéon era un lavoro psicologico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo aspetto pone una questione enorme, che non credo certo di poter né imbastire né tantomeno risolvere in questo post: &lt;strong&gt;qual è il campo di pertinenza della psicologia? &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per anni psicologi, medici e sociologi si sono combattuti per dividersi il terreno di studio, ma finchè è terreno di studio al resto del mondo gliene può interessare poco. Da alcuni decenni, invece, la diatriba non è più sulla materia di studio ma sulla materia di intervento. Per capirci, sulla nostra carne. Chiunque tocchi il campo del “vissuto personale” invaderebbe il campo della psicologia. Senza farla lunga, mi sembra la storia delle due pulci che litigano per decidere a chi delle due appartiene il culo del cane su cui stanno.&lt;br /&gt;Il grande merito di Freud di aver per primo gettato luce sulla realtà psichica non rende la psicologia “proprietaria” della realtà psichica. Non c’è il brevetto. Tante discipline indagano le emozioni e la psiche: la religione, la poesia, l’arte, così come l’antropologia, la sociologia, per certi aspetti la medicina. E non necessariamente hanno mneo da dire anzi. I padri di questa disciplina fin dall’inizio hanno compreso quanto fosse vasto, in linea di principio illimitato, il nuovo continente: così Jung se ne è andato a nord (l’anima), Reich a sud (il corpo) e Adler a est (la società…da ovest già venivano quindi non c’era nulla da cercare!). Di lì sono nate branche diversissime, dalla bioenergetica, alla programmazione-neuro-linguistica, alla ghestalt, su su fino all’odierno counselling e alle costellazioni familiari, che qualcuno ha associato ad Arkeon in alcune ispirazioni.&lt;br /&gt;In tutto questo non c’è più UN metodo, ma mille scuole, radicalmente diverse, contrastanti. Il fallimento stesso della psicologia, lanciato come ipotesi neanche troppo provocatoria dal massimo rappresentante in vita della scuola junghiana (J.Hillman-M.Ventura, 2006, Cent’anni di psicanalisi e il mondo va sempre peggio) è evidenziato dall’esplosione del fenomeno counselling, che concede al counselor strumenti di azione più efficaci pur senza avere la laurea in psicologia. Come si fa di fronte a tutto ciò a continuare a difendere il simulacro di una competenza esclusiva che non è mai stata tale? Com'è possibile che la psicologia possa trovare fuori di sè le risposte che non sa darsi, ma non permette ai suoi pazienti di andarsele a cercare da soli in quegli stessi luoghi?&lt;br /&gt;Quando parlo della psicologia ovviamente parlo dell’ordine degli psicologi. Ed è chiaro che questi dica di essere importante, anche i notai difendono il privilegio che ci obbliga a pagarli per un passaggio di proprietà auto mentre negli Stati Uniti si fa dal tabacchino. Ma va compreso che l’ordine degli psicologi, come qualunque ordine professionale, è una corporazione legittima che difende interessi legittimi ma di parte. E, nella vicenda di Arkéon, si è visto chiaramente come l’ordine si sia schierato aprioristicamente a fianco di un suo associato a prescindere dal merito (non avevano infatti alcuna informazione) per avere una bella vertina. Hanno cavalcato il caso Arkéon a prescindere dal merito per ribadire pubblicamente i confini del loro territorio.&lt;br /&gt;Portate questi problemi a livello delle relazioni tra famiglie, assitenti sociali, scuole, tribunali dei minori e ospedali, dove il tema psiclogico è sempre presnete e capirete perchè questo NON E' UN PROBLEMA DI ARKEON.&lt;br /&gt;La società sta costruendo deli "&lt;em&gt;sacrari tecnocratici&lt;/em&gt;" che scelgono per le persone il loro bene, riducendo progressivamente la libertà degli individui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-1048693002133801115?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/1048693002133801115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/arkeon-la-psicologia-e-larte-di.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1048693002133801115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/1048693002133801115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/arkeon-la-psicologia-e-larte-di.html' title='Arkéon, la psicologia e l’arte di friggere le zucchine'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-2176873420116970274</id><published>2009-03-19T15:02:00.000+01:00</published><updated>2009-03-19T15:36:37.642+01:00</updated><title type='text'>A proposito di contenuti</title><content type='html'>Peccato non aver scommesso dei soldi: oggi ho fatto un giro sul forum dell'ADUC, certo che vi avrei trovato immediatamente il commento sull'apertura del mio blog di uno dei tanti anonimi sostenitori del Cesap (se questi ne prendesse le distanze ci farebbe una figura un po' migliore).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il commento in sè è ascivibile al filone alto di quella scuola: "dite a klee che ha dimenticato i "contenuti" di barakka". Non è volgare. Non chiama alla magistratura. Non minaccia buffonate. La scuola alta si rivolge in modo anonimo ad un pubblico anonimo con tono lievemente sarcastico. La relazione con la realtà non si contempla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il tratto che accomuna la "scuola alta" alla "scuola bassa" è invece l'assenza di contenuti. Non sono interessati a contestare nel merito un argomento, perchè il lettore potrebbe compararli e scegliere altrimenti e perchè si potrebbe sempre scoprire di non aver niente da dire. Questo tratto, peraltro, è quello fondante della "scuola madre": grandi al lupo al lupo senza mai mettere sostanze o argomenti. In diversi, sui diversi blog, hanno condiviso la propria frustrazione per l'infinita attesa dello studio decennale su Arkeon della d.ssa Tinelli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un fatto mi piace rilevare in questa sede: curiosamente senza contenuti il post che ricorda l'omissione dei contenuti di Barakka. Come dicevo nel primo post, iniziare dal conoscere se stessi è sempre un bel passo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Klee&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-2176873420116970274?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/2176873420116970274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/proposito-di-contenuti.html#comment-form' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2176873420116970274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/2176873420116970274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/proposito-di-contenuti.html' title='A proposito di contenuti'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-3876008358994614411</id><published>2009-03-18T17:49:00.001+01:00</published><updated>2009-03-18T18:01:22.001+01:00</updated><title type='text'>Mi scusi...essere umano!</title><content type='html'>La notizia è di ieri. Al Parlamento Europeo non sarà più consentito identificare le persone come "Signore" o "Signora" in ossequio alla non discriminazione di sesso. Andranno sempre usare locuzioni neutre (&lt;a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336729"&gt;http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=336729&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;Non so se siano state previste anche sanzioni per chi viola la norma, ma direi che già solo averla pensata, una cosa così, sarebbe ridicola. Dico sarebbe perchè purtroppo questo andazzo, figlio di una cultura prevalentemente sassone, va dilagando su tanti temi. L'impossibilità di chiamare le cose col proprio nome sembra fare da contraltare all'incapacità dell'Europa di dire alcunchè sulle questioni serie.&lt;br /&gt;Ciò che mi colpisce sono due cose.&lt;br /&gt;Da un lato l'interpretazione "fobica" della non disciminazione di genere, che non viene intesa come esaltazione delle diverse identità ma come loro rimozione. Questo mi fa pensare ad un profondo odio per se stessi.&lt;br /&gt;Dall'altro la soluzione coercitiva che viene data al problema, per cui se io mi sento discriminata a sentirmi chiamare "Signora" tu non puoi chiamarmi "Signora"...senonchè tu SEI una Signora. Per la serie, se io sto nel buco perchè ho paura di uscire, non deve uscire nessuno!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-3876008358994614411?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/3876008358994614411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/mi-scusiessere-umano.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3876008358994614411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/3876008358994614411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/mi-scusiessere-umano.html' title='Mi scusi...essere umano!'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-3330046164423321714.post-6406092916589205081</id><published>2009-03-18T16:58:00.000+01:00</published><updated>2009-04-02T20:15:19.194+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='arkeon'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Catalamessa'/><title type='text'>Inizia il mio blog</title><content type='html'>&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Non sono un blogger storico, né un accanito lettore di blog. Mi sono trovato mio malgrado a venire in contatto con questa realtà a seguito delle vicende mediatiche e giudiziarie che hanno coinvolto il gruppo &lt;/span&gt;&lt;a href="http://pietrobono.blogspot.com/2009/02/continua-la-censura-contro-arkeon.html"&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;Arkeon&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt;, che ho avuto la fortuna e il privilegio di conoscere per diversi anni.&lt;br /&gt;Nell’assordante rumore della stampa e dei media, che rimbalzano voci più che informazioni, ho scoperto diversi blog che hanno cercato, nel proprio piccolo, di dire una voce sommessa ma chiara sulla propria esperienza, qualcosa di prima mano insomma. Per molto tempo ho continuato a seguire questi blog, fino a decidermi oggi a dire anch’io la mia.&lt;br /&gt;Non credo che una voce in più sia necessaria al mondo, né tantomeno che sia necessaria ad Arkeon. E’ necessaria a me, per il piacere e il dovere che sento di dare la mia testimonianza.&lt;br /&gt;Questo blog quindi potrà parlare di Arkeon, ma non solo. Parlerà delle cose che mi colpiscono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le frasi che ho scelto di riportare come intestazione sono entrambe riprese dal bellissimo libro citato di Padre Cantalamessa. Per le mie poche forze e la mia minuscola fede suonano decisamente impegnative, ma messe assieme dicono una cosa sulla vita che a me piace molto e che ho sperimentato spesso: che la verità c’è ma io non la conosco, la posso solo cercare; che non posso conoscere l’altro se non conosco me stesso; e che quando credo di aver finalmente conosciuto me stesso e di intravedere l’altro, beh probabilmente quello sono ancora io e l’altro ancora un po’ più in là. In questa lotta a tratti estenuante scopro però una cosa: che quando accetto questa legge, che quando ti guardo come specchio in cui riconoscermi, senza la pretesa di capirti e di conoscerti interamente, allora schegge di te mi arrivano e un incontro è possibile.&lt;br /&gt;Inizia il mio blog. &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/3330046164423321714-6406092916589205081?l=klee2009.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://klee2009.blogspot.com/feeds/6406092916589205081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/inizia-il-mio-blog_18.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6406092916589205081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/3330046164423321714/posts/default/6406092916589205081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://klee2009.blogspot.com/2009/03/inizia-il-mio-blog_18.html' title='Inizia il mio blog'/><author><name>klee</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14029205300830957704</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='29' height='32' src='http://1.bp.blogspot.com/_5q6e1wXY7io/ScOs69mMXyI/AAAAAAAAAAg/lFtMhHZbRVw/S220/paul_klee_13.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
